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Maria_e_Giuseppe

Tradizioni di Natale

Maria e Giuseppe -


Appartenente, come Giuseppe, alla stirpe di David, Maria, prescelta da Dio per essere la madre di Cristo, era figlia di Anna e di Gioacchino. Quando ebbe compiuto tre anni, fu portata al Tempio del Signore, dove veniva allevata come una colomba e riceveva il cibo dalla mano di un angelo,

come si legge nel Protovangelo di Giacomo (l Vangeli Apocrifi, Torino 1990). Questo Vangelo Apocrifo si rifà al dettato di Luca, arricchendo la prosa elegante ma essenziale dell'Evangelista con note di quotidiana realtà, anche se molte volte attinte da fantasie popolari e leggende, che comunque tratteggiano la psicologia dei personaggi, donando loro freschezza e avvicinandoli all'umanità più comune, come si coglie nel racconto dell' Annunciazione:
Un giorno Maria prese la brocca ed usci ad attingere acqua; ed ecco una voce che diceva: 'Ave, o piena di grazia! Il Signore è con te, benedetta tu fra le donne'.
Ella si guardò intorno, a destra e a sinistra,. di dove mai venisse queila voce.  E fattasi tutta tremante, tornò a casa, posò la brocca, e presa la porpora  si mise
a sedere sul suo sgabello e la filava. Dunque, l'Annunciazione coglie di sorpresa Maria che chiede, incredula: "Concepirò io dunque per opera del Signore il Dio vivente, e partorirò come partorisce ogni donna ?"
Il racconto sottolinea l'umanità di Maria: "essa trascorse tre mesi presso Elisabetta.

Ma di giorno in giorno il suo ventre ingrossava; perciò impauritasi, Maria tornò a casa sua e si nascose ai figli di Israele. Essa aveva sedici anni quando si avverarono questi misteri." Se Maria appare fragile, incredula e impaurita per ciò che sta avvenendo, Giuseppe è preoccupato, piange amaramente, perché non è riuscito a "custodirla", lui che è un uomo pio e giusto, non sa come affrontare la situazione se non allontanando la promessa sposa: "Con che faccia guarderò il Signore mio Dio? (...) Chi ha commesso questa infamia nella mia casa e ha sedotto questa vergine? (...) Che farò dunque di lei? La manderò via da me nascostamente". L'apparizione di un angelo in sogno rassicurerà Giuseppe, che comunque, anche in seguito, sarà attraversato da sentimenti di inquietudine, sconforto, pentimento.
Quando Maria viene colta dalle doglie del parto, Giuseppe la lascia per andare a cercare una levatrice. L'episodio, di cui non parlano gli Evangelisti Luca e Matteo, è narrato nel Protovangelo di Giacomo con sapienza descrittiva che ben delinea lo stato d'animo di Giuseppe e del Creato intero "sospesi" nell'attesa della Nascita:
io, Giuseppe, stavo camminando, ed ecco non camminavo più. Guardai per aria e vidi che l'aria stava come attonita, guardai la volta, del cielo e la vidi immobile, e gli uccelli del cielo erano fermi. Guardai a terra e vidi posata lì una scodella e degli operai sdraiati intorno, con le mani nella scodella: e quelli che stavan masticando .non masticavano più, e quelli che stavano prendendo del cibo non lo prendevano più; e quelli che lo stavano portando alla bocca, non lo portavano più; ma i visi di tutti eran rivolti in alto.
Ed ecco alcune pecore erano condotte al pascolo, e non camminavano, ma  stavano ferme; e il pastore alzava la mano per percuoterle col bastone, e la sua mano restava per aria.
Guardai alla corrente del fiume, e vidi che i capretti tenevano il muso appoggiato e non bevevano; ...e insomma tutte le cose, in un momento, furon distratte dal loro corso".
Assai frequentemente, soprattutto nelle testimonianze artistiche più antiche, nelle scene della Natività la Vergine è raffigurata in posizione sdraiata o semisdraiata, con un richiamo evidente alla maternità; cosÌ, solamente per citare un illustre esempio, la ritrae Giotto negli affreschi di Assisi o l'artefice delle quattrocentesche pitture murali di Greccio.
La divinità ben si coglie nelle scene raffiguranti l'Adorazione dei Magi, in cui la Madonna è solitamente assisa in trono.
Niente di ciò che caratterizza ogni personaggio del presepe è casuale, tanto più tutto ciò che concerne la Sacra Famiglia.
L'abito della Madonna, a seconda del colore, evoca significati diversi. Il manto è di solito azzurro o celeste, colore tipicamente mariano, che richiama subito alla mente il cielo e, quindi, la dimensione ultraterrena, mentre il purpureo o il rosso, tradizionalmente usati per indicare la condizione regale, sono i colori-simbolo dell'amore e anche della sofferenza.
Nel presepe accanto a Maria, raffigurata come una tenera madre, attenta a proteggere e allo stesso tempo ad adorare il proprio figlioletto, si trova Giuseppe, anch'egli in atteggiamento premuroso e àdorante. Nell'iconografia la sua comparsa è più tarda. Variamente rappresentato, dimostra sempre un'età assai matura che contrasta con la giovinezza di Maria. La tradizione natalizia lo vuole falegname (in un avorio del IV secolo compare, accanto alla mangiatoia, per Ia prima volta una sega da falegname per connotarlo) , anche se nel Vangelo di Matteo è definito carpentiere. Giuseppe non viene raffigurato solamente con un atteggiamento protettivo o di adorazione nei confronti di Gesù e di Maria, ma anche di stupore, con lo sguardo rivolto al cielo, come se volesse chiedere a Dio ragione del Mistero della Natività.
Alcune volte sullo stupore e sull'intensa partecipazione prevale un atteggiamento pensieroso, addirittura preoccupato, quasi che Giuseppe fosse gravato dal peso del suo ruolo e forse anche presgisse il destino che attendeva la sua famiglia. Contro questo modello icongrafico si scagliava nel XV secolo San Bernardino da Siena descrivendo Giuseppe come un vecchio assai allegro, fieramente consapevole di essere il custode della Vergine Maria, mentre gli "sciocchi dipintori" lo ritraggono malinconico, gravato dalle preoccupazioni, con la testa appoggiata sulla mano.
Giuseppe è rappresentato sempre con un bastone (di comando, antesignano dello scettro, simbolo di forza e di potenza, che anticipa il pastorale dei vescovi).
Il bastone semplice, da viaggio, è un'acquisizione recente, dettata forse anche da motivi di praticità nell'allestimento del presepe: in realtà il modello iconografico più fedele ai Vangeli Apocrifi rappresenta Giuseppe con un bastone a cui sono sbocciati fiori di mandorlo, fiori con cui la volontà divina manifesta la propria
scelta. Già nel Vecchio Testamento, (Numeri 17) si legge a proposito di Aronne prescelto dal Signore: "Il giorno dopo Mosè entrò nella tenda  della testimonianza ed ecco il bastone per il casato di Levi era fiorito: aveva prodotto germogli, aveva fatto sbocciare fiori e maturato mandorle." Anche alla colomba viene affidato  il compito di designare Giuseppe come sposo di Maria, come leggiamo in alcuni Vangeli Apocrifi, ma tale elemento non è presente negli allestimenti presepiali.
Nelle raffigurazioni più recenti Giuseppe mostra un atteggiamento diverso rispetto ai modelli figurativi tradizionali: in ginocchio, seduto o, più spesso, in piedi con una mano sul petto, in segno di consapevolezza e di amorevole protezione, è meno vecchio e, soprattutto, esprime un atteggiamento più attivo nell'ambito della Sacra Famiglia.

 

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