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mangiatoia
Tradizioni di Natale -
La mangiatoia, la grotta e la capanna
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Come abbiamo già detto, la parola presepe deriva dal latino praesepe o praesepium, mangiatoia degli animali, greppia. La mangiatoia di Betlehem viene chiamata da San Girolamo
con l'aggettivo la
tino luteum; che si può tradurre "di fango".
Il termine non deve stupire perché in Palestina era consuetudine costruire la mangiatoia con un impasto di fango e di paglia secca e non con il legno.
Questa culla naturale
ha un duplice significato a seconda che prevalga la profezia di morte di Gesù e quindi sia da intendersi come altare-sudario oppure come cibo, concetto evocato dalla presenza dell'asino e del bue ai suoi lati, che si nutrono di paglia e, per traslato, cibo spirituale, per la salvezza di tutti gli uomini.
L'Evangelista Luca racconta che Gesù fu deposto in una mangiatoia perché. "non c'era posto nell'albergo". In questo caso, albergo, (nel vangelo in latino, deversorium) non indicava una locanda ma un modesto alloggio, in cui l'unico posto libero era la mangiatoia.
Probabilmente la greppia si trovava sotto una tettoia, in cui trovavano ricovero gli animali, che poteva essere ridosso di un'abitazione, ma anche di una roccia o di una grotta, oppure poteva trovarsi all'interno di una grotta naturale.
Quest'ultima, presente già nella mitologia come accesso al tenebroso mondo dell'oltretomba, richiama alla mente una sorta di ventre materno reso fertile dallo Spirito Santo, che si manifestò con una luce splendente, illuminando il ricovero giorno e notte.
A Betlehem, sul luogo dove la tradizione ritiene che sia nato Gesù fu costruita la Basilica della Natività, ritenuta uno degli edifici di culto cristiani più antichi del mondo.
All'in
terno della basilica si trova la grotta della Natività: una stella d'argento su un piano di marmo indica esattamente il luogo in cui venne alla luce Gesù.
Durante la Messa di Natale con celebrata da San Francesco a Greccio la mangiatoia piena di paglia fu posta in una grotta.
Come raccontano anche Tommaso da Celano e San Bonaventura da Bagnoregio, la paglia del presepe del Poverello di Assisi era considerata miracolosa per uomini e animali.
Tuttora, in
alcune tradizioni popolari, è ritenuta beneaugurante, come, ad esempio, in Polonia, dove a Natale vige la consuetudine di fare visita agli amici per scambiarsi gli auguri, dopo la Messa di mezzanotte, portando loro un po' di paglia.


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