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Tradizione di Natale
Babbo Natale in Gran Bretagna si chiama Father Christmas

Comune a molti paesi, la figura del buon padre domina la scena natalizia, forse legata a quel vecchierello che per primo portò i primi soccorsi al Bambino Gesù nato a Betlemme:
San Giuseppe, al quale solo poche canzoni fanno riferimento, che tuttavia nella scena della Natività rappresenta l'unità sacra della famiglia.

In Gran Bretagna ha assunto il nome di «Father Christmas», «Bonhomme Noel» in Francia, «Sinter Klaas» in Olanda, «Santa Klaus» in Germania, «Samiclhaus» in Svizzera, «Babbo Natale» in Italia; ma sotto le sue sembianze e la sua barba bianca si cela un famoso santo: San Nicola.
Bonario e sorridente, soccorritore dei bisognosi, vescovo o santo, o più semplicemente vecchio allegro, questa figura di padre buono raccoglie in sé l'intero spirito della festa del Natale, così come si celebra in molti paesi d'Europa che lo hanno eletto a loro patrono la Russia, la Grecia, l'Olanda, la Gran Bretagna, e la nostra Bari, che ne conserva le sante spoglie.
La storia di Lucia si diffuse tra i Vichinghi svedesi convertiti al Cristianesimo, che la raffigurarono circondata da un alone di luce, appunto simbolo di questa festa.
Per l'occasione ogni giovane ragazza indossa una tunica bianca e mette sul capo una corona intrecciata di verde recante sette candeline accese, a significare la  luce nascente, e nel mentre si recava a far visita ai famIiari canta una antIca melodia italiana intitolata a Santa Lucia.
L'osservanza religiosa, per mezzo della quale come cristiani siamo obbligati a dimostrare la nostra gratitudine, imperversa in ognuna delle liriche e delle canzoni che i popoli di tutto il mondo hanno elevato in passato, e ancora oggi, al Bambino di Betlemme, in adempimento di quella promessa pronunciata nei primissimi anni del mondo, la quale fu fatta per liberarci dal dominio di Satana.
Una promessa che anche i pagani nelle loro tradizioni non persero mai di vista, sebbene essi confusero il suo apporto con le cerimonie superstiziose, attraverso il buio delle quali non fu possibile per essi risalire alla verità. I vecchi riti, largamente discernibili in forme modificate, hanno tuttavia permesso alla cultura popolare di risalire inequivocabilmente nella nebbia dell'ignoto, attraverso la quale una parola qui, una frase là, forniscono un occasionale barlume di quella verità che da sempre andiamo cercando.

Così i canti natalizi in particolare, i cantici o gli inni elevati al Signore durante la Messa, utilizzati quale momento di preghiera comune, hanno conservato e tramandato la loro primaria funzione: fondamenti di vitalità e creatività popolare.
Ancora oggi la stella di Betlemme, il bue e l'asino, i Magi, l'albero, le luci, i banchetti, gli scambi di doni, le orge consumistiche accompagnano i riti del nostro Natale. Di essi s'è perso l'antico significato, ma delle antichissime speranze qualcosa è rimasto nella «magica» notte, forse per un attimo, gli uomini credono ancora di ritrovare l'innocenza, la spontaneità, la fratellanza perdute. 
Giorgio Mancinelli

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