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Tradizioni di Natale

Angeli e pastori -


Mentre i pastori facevano la guardia al loro gregge, nell' oscurità della notte, racconta  Luca, un angelo del Signore
Si presento davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.
Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: 'Non temete,
ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.
Questo per voi il segno: troverete un bambino awolto in fasce, che giace in una mangiatoia,
E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: 'Gtoria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama".

In questo brano evangelico è interessante notare come gli angeli, creature scintillanti, le più vicine a Dio, annunciano la Nascita proprio ai pastori, creature umili, costrette alla promiscuità con le bestie anche nel buio della notte.
E quest'ultimi diventano i primi missionari cristiani, diffondono il Verbo; racconta sempre Luca: "Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: 'Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo awenimento che
il Signore ci ha fatto conoscere'.
Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria, Giuseppe e il Bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, come era stato detto loro".
Come indica l'etimologia di questa parola che deriva dal greco anghelos, e significa inviato, messaggero, gli angeli sono gli intermediari fra Dio e gli uomini. Già nominati nel Vecchio Testamento, gli angeli sono presenti varie volte nei Vangeli: l'angelo Gabriele annuncia la nascita di Gesù a Maria, un angelo scende dal cielo a confortare Gesù quando è sul monte degli Ulivi, alle donne che si recano al sepolcro con aromi e oli profumati, due angeli in vesti sfavillanti annunciano che Cristo è risorto.
Negli allestimenti presepiali gli angeli sono raffigurati mentre annunciano la Nascita e indicano ai pastori la via per giungere alla Sacra Famiglia.
Sono figure festanti, rappresentate mentre suonano o cantano la loro lode al Signore, a volte con sembianze infantili; possono avere le ali spiegate oppure essere ritratti in atteggiamento adorante, in ginocchio, vicino al Bambino:

Altrettanto importante è la figura del pastore la cui parola deriva dal latino pascere,
che significa "nutrire, pascolare".
Nella storia dell'umanità la pratica della pastorizia è precedente all'attività agricola: il pastore, quindi, può essere considerato l'uomo nella sua essenza originaria, in cui ognuno si può riconoscere. Il pastore rappresenta il popo-lo ebraico, ma anche l'umanità intera che non dorme ma vigila, anche di notte, nell'attesa del Messia, del Salvatore annunciato dai profeti. È umile e forte al tempo stesso, perché sa difendere il suo gregge e conosce le sue pecore. Per le sue qualità viene eletto a testimoniare la Buona Novella all'umanità. Nel presepe sono rappresentati mentre camminano dirigendosi verso la grotta o inginocchiati ad adorare il Bambino con i

loro umili e più vari doni.
A Greccio, nel 1223, durante la Messa di Natale voluta da San Francesco, ai pastori di Betlehem si sostituì la popolazione locale, tanto che San Bonaventura dichiarò:" nova Bethleem de Oraecio facta est".

 

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