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  • Poeti Crepuscolari

    Poeti Crepuscolari, Crepuscolarismo. Il 10º settembre 1910 viene usato per la prima volta il termine "Poesia crepuscolare"dal critico Giuseppe Antonio Borgese alle opere di Marino Moretti, Carlo Chiaves, e Fausto Maria Martini per indicare una corrente letteraria. L'espressione del crepuscolo voleva indicare una condizione di spegnimento, dove predominavano i toni tenui e abbassati, di quei poeti che non avevano emozioni da scrivere se non la sfuggente malinconia, come dice  il Borgese, "di non aver nulla da dire e da fare".

  • Poesie Venerdì Santo

    Poesie venerdì Santo,  venerdì Santo è il venerdì che precede la Pasqua Cristiana.

  • Il diario di Anna Frank

    Il diario di Anna Frank ha inizio nel giugno 1942. Il diario di Anna Frank tradotto in tutte le lingue, ha ispirato numerose riduzioni teatrali e cinematografiche. Anna una bambina di tredici anni che giorno dopo giorno,dal 15 giugno 1942 al 1° agosto 1944 scrive in un grosso quaderno la sua scoperta del mondo: angoscia, illusioni, sogni e speranze rivelate a un'immaginaria amica di nome Kitty.

  • Poesie dialettali

    Poesie dialettali, poesie di poeti delle varie regioni d'Italia

    Raggruppare insieme autori molto distanti sia per collocazione geografica e culturale che per l'uso diverso che fanno del particolare mezzo linguistico da essi scelto, può apparire arbitrario e forzato. Ma «può e deve valere per la poesia dialettale ciò che vale per la nozione stessa di 'dialetto', che in tanto può istituirsi in quanto non abbia solo opposizione dei singoli dialetti l'uno verso l'altro, ma anche e soprattutto opposizione di tutti i dialetti assieme verso qualcosa di natura e rango diverso che è la 'lingua'; perciò la varietà di condizioni e di realizzazioni individuali non deve impedire di scorgere e sottolineare gli elementi comuni e unificanti, determinati dall'unità del fenomeno con cui tutti si confrontano e cui tutti si sottraggono, l'egemonia della cultura e lingua (poetica) nazionale» (Mengaldo).
    Il rapporto tra lingua nazionale e dialetti è caratterizzato attualmente dal sempre più rapido «processo di accentramento livellatore che sta completando la distruzione, avviata all'origine dello stato unitario, di quelle variatissime differenze e peculiarità di lingua e di cultura che erano una delle ricchezze, e delle più originali, del nostro paese» (Mengaldo). In relazione a questo processo si comprendono 'alcuni caratteri propri della poesia dialettale di questi ultimi decenni. In primo luogo, il linguaggio dialettale ha perduto in gran parte il suo carattere di linguaggio della realtà, con una funzione più apertamente comunicativa e, sia pure in ambiti ristretti, comunitaria; così come tende a perdere le sue possibilità di efficacia espressiva ed espressionistiche. La funzione, invece, che a esso viene attribuita, di reazione e resistenza al potere livellatore e standardizzato della lingua nazionale, da parte di alcuni dei più significativi dei poeti in dialetto, si configura come ricerca di un linguaggio intatto, tale da garantire la massima autenticità individuale, ma anche come proposta, talvolta inconsapevole, dei temi di una cultura e di una storia «diverse», proprie del mondo emarginato che si esprime in quel determinato dialetto. A ciò è connesso anche un carattere prevalente di questa poesia: a differenza della poesia dialettale dei secoli precedenti, e ancora del primo Novecento, che fioriva nei centri cittadini e in antiche tradizioni di letteratura dialettale (Roma, Napoli, Milano, Venezia, ecc.), nel secondo dopoguerra le manifestazioni più interessanti di poesia dialettale provengono da ambiti più o meno fortemente decentrati, e privi di una propria tradizione letteraria.
    Ciò si osserva anche in poeti - tra i più validi di questo dopoguerra, come Pasolini e Zanzotto, che hanno prevalentemente scritto in lingua. Pasolini ha rielaborato nell'ultima fase della sua vita la raccolta di poesie in friulano La meglio gioventù (si veda La nuova gioventù, 1975): ed è un rifacimento che «eliminando quanto di relativamente 'ingenuo' ne aveva accompagnato la nascita e facendo violentemente reagire su di essa una realtà individuale e collettiva radicalmente mutata in pochi decenni, esprime in modo straziante assieme il bisogno quasi fisiologico di tornare alle proprie origini dialettali e contadine e la disperazione frustrante per l'inanità di questo tentativo» (Mengaldo). D'altra parte Zanzotto ha esplicitato di recente in Filò (poesia in veneto) quell'elemento dialettale che è sempre stato uno dei punti di riferimento anche della sua poesia in lingua.Ma i rappresentanti più tipici della tendenza che abbiamo descritto sono poeti come Tonino Guerra e Albino Pierro.

  • Filastrocche di Pasqua

    Filastrocche di Pasqua

  • Salmi di Pasqua

    Salmi di Pasqua, salmi pasquali,

  • Racconti di Pasqua

    Racconti di Pasqua, leggenda di pasqua, storia di pasqua, racconti di pasqua per bambini, storie, leggende, fiabe e racconti di pasqua per bambini, racconti di pasqua di autori famosi.

  • Via Crucis

    Via Crucis commemora il percorso doloroso di Gesù Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota.

  • Poeti del Duecento

    Poeti del Duecento


    La letteratura in italiano nasce nel Duecento, contemporaneamente o quasi - nelle varie regioni d'Italia, come risultato dello svolgimento, nei singoli territori, dell'antico latino volgare che si è venuto trasformando in altrettanti dialetti italiani; e ogni poeta canta, affinandolo, nel proprio dialetto. Tendenza comune della nuova letteratura è l'educare gli animi; e particolarmente tale carattere notiamo in componimenti di indirizzo religioso. Nell'Italia centrale S. FRANCESCO D'ASSISI, nel « Cantico delle Creature », innalza un canto di estasi e di ringraziamento e di umiltà tutta francescana al Signore, esaltandolo attraverso ciò che Egli ha creato; e JACOPONE DA TODI in alcune sue laude disprezza i beni terreni e se stesso come misera carne, e in altre si abbandona ad esaltazioni mistiche e all'ardente desiderio di obliarsi nella divinità.
    Contemporaneamente alla letteratura di carattere religioso, e mentre maggiore incremento hanno gli studi filosofico-teologici (S. TOMMASO), scientifici, giuridici, storici, retorici e dottrinali e morali, si costituisce in Sicilia - formata da poeti di varie parti d'Italia - una scuola poetica che comincia a considerare la poesia non come mezzo per istruire ma come fine a se stessa, intuendo che per fare poesia occorre non improvvisare, ma meditare e ricercare le espressioni capaci di tradurre in parolee in immagini la voce dell'animo; e, verso la seconda metà del secolo, sorge in Bologna, per opera di GUIDO GUlNIZELLI, la Scuola del Dolce Stil Nuovo, che si sviluppa dipoi specialmente in Firenze. Qui trova la sua maggiore espressione nelle composizioni di GUIDO CAVALCANTI e di DANTE ALIGHIERI giovane.
    I poeti della scuola cantano argomenti amorosi, dando all'amore un valore tutto spirituale: l'amore è voluto da Dio e sì manifesta attraverso
    la donna di animo nobile, la quale « sveglia) nell'uomo nobile il sentimento d'amore. Tuttavia questo è sentito da alcuni poeti anche come tormento, come nostalgia, come malinconia: in particolar modo da GUIDO  CAVALCANTI e da CINO DA PISTOIA, uno degli ultimi e più notevoli stilnovisti.
    Con la scuola del Dolce Stil Nuovo la lingua italiana è formata, ricca non solo di liriche d'argomento amoroso e di componimenti religiosi inversi, ma anche di rime satirico-realistiche (di cui massimo esponente è CECCO ANGIOLIERI) e di opere in prosa, tra le quali si distinguono il « Milione) di MARCO POLO e il NOVELLINO  (Cento novelle) di un anonimo.

    Poeti italiani del Duecento: Testi arcaici,  Poeti Giocosi, Poesia popolare e giullaresca, Scuola siciliana, Poesia cortese, Laude, Poesia siculo toscani, Dolce Stil Novo,  Poesia didattica del nord, Poesia didattica dellItalia centrale,

    Dante Alighieri
    Cecco Angiolieri
    Auliver
    Meo Abbracciavacca
    Gianni Alfani
    Baldo (poeta)
    Arrigo Baldonasco
    Betto Mettefuoco da Pisa
    Bongiovanni da Cavriana
    Bindo Bonichi
    Rambertino Buvalelli
    Matazone da Caligano
    Gaia da Camino
    Benvenuto Campesani
    Guido Cavalcanti
    Girardo Cavallazzi
    Cenne da la Chitarra
    Ciacco dell'Anguillara
    Cino da Pistoia
    Ciolo de la Barba
    Compagnetto da Prato
    Compiuta Donzella
    Matteo Correggiaio
    Cielo d'Alcamo
    Onesto da Bologna
    Paganino da Serzana
    Dante da Maiano
    Chiaro Davanzati
    Obs de Biguli
    Bonvesin de la Riva
    Aimaro Monaco dei Corbizzi
    Giovanni del Virgilio
    Pietro Guglielmo di Luserna
    Abate di Tivoli
    Forese Donati
    Percivalle Doria
    Simone Doria
    Eustachio da Matera
    Pietro dei Faitinelli
    Rustico Filippi
    Filippo da Messina
    Folcacchiero da Siena
    Folco di Calavra
    Folgóre da San Gimignano
    Fra Pacifico
    Francesco d'Assisi
    Francesco da Barberino
    Dino Frescobaldi
    Giorgio di Gallipoli
    Gallo Pisano
    Garzo dell'Incisa
    Luchetto Gattilusio
    Anonimo Genovese
    Giacomino da Verona
    Giacomino Pugliese
    Giacomo Grillo (trovatore)
    Girolamo Terramagnino da Pisa
    Guglielmo Beroardi
    Guido Guinizelli
    Guittone d'Arezzo
    Iacopo da Benevento
    Inghilfredi
    Jacopo d'Aquino
    Giacomo da Lentini
    Jacopo da Leona
    Jacopone da Todi
    Paolo Lanfranchi da Pistoia
    Brunetto Latini
    Lovato Lovati
    Pucciandone Martelli
    Megliore degli Abati
    Mino Mocato
    Monte Andrea
    Jacopo Mostacci
    Nicoletto da Torino
    Nina Siciliana
    Odo delle Colonne
    Bonagiunta Orbicciani
    Guido Orlandi
    Pannuccio dal Bagno Pisano
    Calega Panzano
    Gherardo Patecchio
    Girardo Patecchio
    Pavese (trovatore)
    Pietro da Barsegapè
    Neri Poponi
    Stefano Protonotaro
    Quilichino da Spoleto
    Riccardo da Venosa
    Mazzeo di Ricco
    Rinaldo d'Aquino
    Immanuel Romano
    Ruggieri Apuliese
    Ruggierone da Palermo
    Schiavo di Bari
    Scotto (trovatore)
    Sordello da Goito
    Meo de' Tolomei
    Tommasino Di Cerclaria
    Tommaso da Celano
    Tommaso di Sasso
    Ugo da Massa
    Uguccione da Lodi
    Ursone da Sestri
    Bartolomeo Zorzi

  • Poeti del Trecento

    Poeti del Trecento


    Nel Trecento continuano e si sviluppano i motivi letterari del secolo XIII: si hanno rime politiche realistiche, didascaliche, prosa religiosa, novellistica, scritti di storia.... Ma il nuovo secolo particolarmente si gloria di una notevolissima produzione poetica in italiano, dovuta a tre scrittori che vanno annoverati fra i maggiori di tutti i tempi e della letteratura mondiale: Dante, Petrarca, Boccaccio. Per opera loro il volgare italiano si sviluppa e trionfa sul latino (anche se abbondante continua la letteratura in questa lingua) e sui dialetti d'Italia si impone il fiorentino.
    DANTE ALIGHIERI, fiorentino (I265-I32I), lo troviamo la prima volta verso la fine del Duecento tra i poeti del Dolce Stil Nuovo. Per la sua donna, Eeatrice, compone rime, come è uso; e morta essa, dopo qualche tempo rileggendo quelle composizioni la ripensa così nostalgicamente e fortemente che sente il bisogno di narrare in prosa il suo amore ideale per lei, intramezzando alla prosa varie rime precedentemente scritte in suo onore. Nasce così la Vita Nova (I292-93), primo esempio notevole, nella nostra letteratura, di prosa artistica. Impegnatosi quindi con se stesso di comporre un'opera ancora maggiore in gloria di Beatrice, il poeta s'immerge in studi severi, formandosi una solida cultura che rivela pochi anni dopo in alcune opere di erudizione (composte durante l'esilio, a lui ingiustamente inflitto), e infine nella Commedia, grandioso poema allegorico-didascalico, quadro storico-politico-morale dei secoli XIII e XIV, profondamente umano, e, soprattutto, capolavoro altamente poetico; uno dei maggiori che saranno mai scritti.
    Il poeta immagina di percorrere i tre regni d'oltretomba (l'Inferno, il Puragatorio e il Paradiso), guidato dalla retta ragione prima (impersonata nel poeta latino Virgilio) e dalla fede poi (impersonata in Beatrice), descrive quel mondo ultraterreno con l'evidenza della realtà, in un continuo succedersi di episodi, di stati d'animo, di ambienti: i morti riprendono vita per un istante al passaggio di Dante e rivivono le antiche passioni e quanto di più caro ebbero durante la loro esistenza nel mondo terreno. Viaggio fantastico e pur vivamente realistico, con il quale il poeta intende dimostrare che qualsiasi peccatore - e tale egli si presenta all'inizio del poema - se comprende la bruttura delle colpe commesse e si pente c si purifica, può salvarsi spiritualmente e aspirare - aiutato dalla Fede - alla beatitudine eterna.
    Con Dante si può dire che il Medio Evo sia chiuso, anzi superato: la generazione che segue respira un'altra aria: ai Comuni succedono lo sfarzo e lo spirito nuovo delle Signorie. Anche I'aretino FRANCESCO PETRARCA (13°4-1374), in parte contemporaneo dell'Alighieri, vive la nuova epoca e da lui differisce profondamente: il senso religioso, casi forte in Dante, non è più in Petrarca dogmaticamente sicuro pur rimanendo questi sinceramente credente; i beni terreni attraggono l'animo suo e contrastano con il desiderio di elevazione celeste. I n tale dissidio (che rappresenta la crisi del Medio Evo) consiste la caratteristica della vita e dell'opera sua più importante dal punto di vista poetico, il Canzoniere (o Rime sparse);i cui motivi dominanti si possono così riassumere: - confessione del poeta del proprio amore per una donna, Laura, che gli cagiona gioia e dolore; - pentimento, che di tanto in tanto afferra il poeta, di amare i beni terreni che distolgono l'anima sua dal vero bene, Dio; e insieme riconoscimento che quanto piace al mondo è breve sogno. Tali motivi si alternano (e talvolta si uniscono in una sola composizione) in tutto il Canzoniere, creando un'atmosfera di malinconia, di rimpianto, di rimorso e insieme di dimenticanza di tutto nella visione di Laura. 
    Nello stesso tempo del Petrarca vive GIOVANNI BOCCACCIO nato a Parigi (I3I3-I375), nel quale si rivela ancor più il modificarsi della concezione umana della vita che si verifica durante il sec. XIV. Per Boccaccio la vita è questo mondo, e non ci sono in lui scrupoli e travagli religiosi come nel Petrarca.
    Nel suo capolavoro, le cento novelle del « Decameron », il mondo spirituale del Medioevo scompare e tutto uno spirito nuovo ravviva l'opera. L'interesse fondamentale dello scrittore consiste nel desiderio di ritrarre vari tipi umani e rappresentarli attraverso una trama, un'azione, che ne ponga in rilievo il carattere e la natura; e attinge i tipi da ogni classe sociale, sia nella vita semplice e onesta sia nella dissipata e immorale. Così che, sfogliando il Decameron, ci imbattiamo in novelle che narrano amori tragici e eroici sino al sacrificio, amori nobili e cavallereschi, affetti delicati; e accanto a questi, amori lascivi. A fianco degli amori l'esaltazione dell'intelligenza e la derisione della sciocchezza umana (es. Calandrino). Atteggiamenti umani svariatissimi, pieni di sfumature, che Boccaccia ritrae finemente e fissa in modo tale che essi non si 
    possono tra loro confondere.

    Poeti italiani del XIV secolo
    Meo Abbracciavacca
    Gianni Alfani
    Dante Alighieri
    Cecco Angiolieri
    Auliver
    Baldo (poeta)
    Arrigo Baldonasco
    Betto Mettefuoco da Pisa
    Bongiovanni da Cavriana
    Bindo Bonichi
    Rambertino Buvalelli
    Matazone da Caligano
    Gaia da Camino
    Benvenuto Campesani
    Guido Cavalcanti
    Girardo Cavallazzi
    Cenne da la Chitarra
    Ciacco dell'Anguillara
    Cino da Pistoia
    Ciolo de la Barba
    Compagnetto da Prato
    Compiuta Donzella
    Matteo Correggiaio
    Cielo d'Alcamo
    Onesto da Bologna
    Paganino da Serzana
    Dante da Maiano
    Chiaro Davanzati
    Obs de Biguli
    Bonvesin de la Riva
    Aimaro Monaco dei Corbizzi
    Giovanni del Virgilio
    Pietro Guglielmo di Luserna
    Abate di Tivoli
    Forese Donati
    Percivalle Doria
    Simone Doria
    Eustachio da Matera
    Pietro dei Faitinelli
    Rustico Filippi
    Filippo da Messina
    Folcacchiero da Siena
    Folco di Calavra
    Folgóre da San Gimignano
    Fra Pacifico
    Francesco d'Assisi
    Francesco da Barberino
    Dino Frescobaldi
    Giorgio di Gallipoli
    Gallo Pisano
    Garzo dell'Incisa
    Luchetto Gattilusio
    Anonimo Genovese
    Giacomino da Verona
    Giacomino Pugliese
    Giacomo Grillo (trovatore)
    Girolamo Terramagnino da Pisa
    Guglielmo Beroardi
    Guido Guinizelli
    Guittone d'Arezzo
    Iacopo da Benevento
    Inghilfredi
    Jacopo d'Aquino
    Giacomo da Lentini
    Jacopo da Leona
    Jacopone da Todi
    Paolo Lanfranchi da Pistoia
    Brunetto Latini
    Lovato Lovati
    Pucciandone Martelli
    Megliore degli Abati
    Mino Mocato
    Monte Andrea
    Jacopo Mostacci
    Nicoletto da Torino
    Nina Siciliana
    Odo delle Colonne
    Bonagiunta Orbicciani
    Guido Orlandi
    Pannuccio dal Bagno Pisano
    Calega Panzano
    Gherardo Patecchio
    Girardo Patecchio
    Pavese (trovatore)
    Pietro da Barsegapè
    Neri Poponi
    Stefano Protonotaro
    Quilichino da Spoleto
    Dante Alighieri‎ 
    Francesco Petrarca‎ 
    Franceschino degli Albizzi
    Matteo degli Albizzi
    Dante Alighieri
    Pietro Alighieri
    Giacomo Allegretti
    Andria di Anfusu
    Cecco Angiolieri
    Antonio da Tempo
    Antonio Beccari
    Bichilino da Spello
    Giovanni Boccaccio
    Bindo Bonichi
    Stoppa Bostichi
    Andrea Bulgaro
    Gaia da Camino
    Benvenuto Campesani
    Bernardo Canaccio
    Cecco d'Ascoli
    Cenne da la Chitarra
    Cino da Pistoia
    Gualpertino da Coderta
    Matteo Correggiaio
    Andrea da Goito
    Niccolò da Verona
    Paolo dell'Abbaco
    Chiaro Davanzati
    Sennuccio del Bene
    Giovanni del Virgilio
    Jacopo Alighieri
    Pietro Guglielmo di Luserna
    Bianco da Siena
    Giovanni Dondi dell'Orologio
    Enselmino da Montebelluna
    Pietro dei Faitinelli
    Folgóre da San Gimignano
    Francesco da Barberino
    Matteo Frescobaldi
    Federico Frezzi
    Luchetto Gattilusio
    Leonora della Genga
    Anonimo Genovese
    Lapo Gianni
    Gidino di Sommacampagna
    Francesco Landini
    Gotto Mantovano
    Checco Miletto de Rossi
    Nereo Morandi
    Cecco Nuccoli
    Guido Orlandi
    Calega Panzano
    Francesco Petrarca
    Alberto Fiorentino
    Guido Novello da Polenta
    Antonio Porenzoni
    Antonio Pucci (poeta)
    Rinaldo da Villafranca
    Cino Rinuccini
    Immanuel Romano
    Franco Sacchetti
    Simone Serdini
    Niccolò Soldanieri
    Pieraccio Tedaldi
    Meo de' Tolomei
    Tommaso III di Saluzzo
    Elisabetta Trebbiani
    Fazio degli Uberti
    Lapo degli Uberti
    Francesco di Vannozzo
    Guarino Veronese

  • Poeti del quattrocento

    Poeti del quattrocento


    L'atteggiamento spirituale del Petrarca e del Boccaccio, il senso sempre più vivo degli interessi terreni e dei valori umani che si è reso sì evidente nel sec. XIV segnando la crisi del Medio-evo, raggiunge nel Quattrocento il pieno sviluppo. L'uomo acquista sempre più coscienza del proprio valore: di non essere solo un attore posto nel mondo e guidato da un Essere superiore da cui deve attendere il premio e la punizione, come si sosteneva durante il Medioevo, ma di essere la cosa più bella creata da quell'Essere e dotato di un'intelligenza che gli permette di penetrare nelle cose intorno a lui create. Tale esigenza di libertà spirituale porta anche a studiare il libero pensiero degli scrittori latini ed anche greci (vissuti prima del Cristianesimo), i quali vengono riletti con spirito nuovo, con occhi sgombri da ogni pregiudizio morale; e le opere antiche vengono cercate dappertutto, in Italia e fuori d'Italia, nei conventi, nelle soffitte .. a costo di qualsiasi sacrificio. Accademie a Roma, Napoli, Firenze, aiutano gli studiosi; munifici Signori, i « mecenati », aprono loro le proprie corti.
    La stampa - inventata allora - agevola il lavoro. Tutto questo movimento prende il nome di Umanesimo. Canone fondamentale della letteratura diviene l'imitazione: considerando i testi dei classici come modello di perfezione, l'umanista cerca di avvicinare il proprio stile a quelli (e attinge spesso da essi pure il pensiero) con l'intento di raggiungere uno stile dignitoso, raffinato.
    Abbiamo, così, molti prosatori e poeti che usano come lingua il latino.
    Ma non mancano scrittori illustri di lingua italiana, quali LORENZO DE'MEDICI (autore di rime e poemetti), ANGELO POLIZIANO (famoso latinista e grecista e autore, tral'altro, in italiano, del poemetto idillico « Stanze per la giostra l»), LUIGI PULCI (il cui capolavoro è il « Morgante »), MATTEO MARIA BOIARDO (autore del poema cavalleresco « Orlando innamrato »), JACOPO SANNAZARO (illustre latinista e compositore, in italiano, del romanzo pastorale « Arcadia »), LEON BATTISTA ALBERTI e LEONARDO DA VINCI, esimi pensatori ed artisti.

    Bernardo Accolti
    Giovanni Filoteo Achillini
    Adamo di Montaldo
    Antonio Alamanni
    Francesco d'Altobianco Alberti
    Gianni Alfani
    Gabriele Altilio
    Andria di Anfusu
    Antonio Astesano
    Giovanni Aurelio Augurelli
    Giovanni Aurispa
    Giovanni Badoer
    Pietro Baldi del Riccio
    Antonio Baratella
    Basinio Basini
    Antonio Beccadelli
    Feo Belcari
    Bernardo Bellincioni
    Paolo Belmesseri
    Girolamo Benivieni
    Matteo Maria Boiardo
    Cleofe Borromeo Gabrielli
    Gian Alberto Bossi
    Francesco Brusoni
    Andrea Bulgaro
    Burchiello
    Elisio Calenzio
    Antonio Cammelli
    Cantalicio
    Ludovico Carbone
    Chariteo
    Coletta di Amendolea
    Pandolfo Collenuccio
    Vincenzo Colli
    Crisostomo Colonna
    Giusto de' Conti
    Antonio Cornazzano
    Leonardo Dati
    Rocco degli Ariminesi
    Iacopo del Polta
    Bartolomeo Fallamonica Gentile
    Federico Frezzi
    Filippo Galli
    Ludovico Lazzarelli
    Leone Ebreo
    Lorenzo Lippi da Colle
    Luchino d'Arezzo
    Marco Probo Mariano
    Andrea Marone
    Marco Marulo
    Joanni Maurello
    Michele di Vieri
    Mosè ben Isaac da Rieti
    Angela Nogarola
    Paolo Paladini
    Paride da Ceresara
    Francesco Pitti
    Luigi Bigi Pittorio
    Agnolo Poliziano
    Giovanni Pontano
    Antonio Porenzoni
    Simone de' Prodenzani
    Bernardo Pulci
    Luca Pulci
    Luigi Pulci
    Camillo Querno
    Fausto Sabeo
    Jacopo Sannazaro
    Serafino de' Cimminelli
    Simone Serdini
    Giorgio Sisgoreo
    Battista Spagnoli
    Lorenzo Spirito Gualtieri
    Ercole Strozzi
    Tito Vespasiano Strozzi
    Giorgio Summaripa
    Antonio Tebaldeo
    Lucrezia Tornabuoni
    Giovanni Alvise Toscani
    Ugolino di Vieri (poeta)
    Costanza da Varano
    Guarino Veronese
    Gaspare Ambrogio Visconti

  • San Giuseppe 19 marzo

    San Giuseppe 19 marzo, San Giuseppe, 19 marzo San Giuseppe Festa del papà, festa di san giuseppe.

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