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Pulcinella

Recita per Carnevale
Pulcinella Erede Universale


Pulcinella, il servo
Il nobile
Il maggiordomo
Mafalda, la cuoca
Colombina, figlia del nobile
Il notaio

Stacco musicale a sipario chiuso

SCENA I°

(Salone della casa del nobile, presso cui è al servizio Pulcinella.
Arredamento lussuoso, quadri e specchi alle pareti, divani, tappeti )

PULCINELLA (con voce lamentosa e nello stesso tempo un po' stridula) - Come sono sfortunato, come sono sfortunato! Pure oggi le ho prese, e volete sapere perché? Perché ho rotto un vaso, un bel vaso antico, se ...se , ma non l'ho fatto apposta! Che ci devo fare, mi è scappato di mano!

MAGGIORDOMO
(compiaciuto) - Eh, eh, anche oggi ti hanno picchiato! E che ci vuoi fare! La tua sfortuna continuerà per sempre!

PULCINELLA (indispettito) - lo so' sfortunato, ma tu sei proprio uno iettatore, porti solo sfortuna! Sciò, sciò, ciucciuvé (Vattene via, uccello del malaugurio!)

MAGGIORDOMO (sogghignando esce di scena) (entra silenziosamente in scena)

PULCINELLA (trasalisce alla vista di Colombina) - Ué, ué, che bellezza, sta arrivando Colombina. Le voglio dedicare una bella poesia! (spostandosi ritmicamente da un Iato all'altro del teatrino, a sinistra e a destra) «O mia cara Colombina, io ti amo da sera fino a mattina e per il mio infranto cuore, dammi un segno del tuo amore!»

COLOMBINA (con voce dolce e suadente) - Lo vuoi proprio un segno del mio amore? E vieni qui, avvicinati! (finge di carezzare Pulcinella che si è avvicinato a capo chino per ricevere le sue carezze, poi cambia tono e indispettita). E prendilo, prendilo pure il segno del mio amore!
Tienilo il segno del mio amore! (lo percuote sul capo e lo insegue mentre Pulcinella scappa per sottrarsi alle botte) Morto di fame, pezzente! (esce di scena mentre entra il nobile)

NOBILE (con voce strascicata, arrotando le «r») Pulcinella! Sei il solito scansafatiche! Stai sempre a non far niente! Corri in cucina ad aiutare la cuoca, buono a nulla!

Si chiude il sipario - cambio scena

SCENA Il°
(Ampia cucina, dal soffitto pendono salami, prosciutti, alle pareti tegami; bene in vista un pollo arrosto e altro cibo invitante...)

PULCINELLA - Che bellezza! la cucina è vuota, non c'è nessuno! Finalmente posso mangiare qualcosa in pace! (e si dirige verso il cibo)

CUOCA (sopraggiunge all'improvviso urlando a perdifiato) - Ah, disgraziato, delinquente! Ecco chi ruba tutto dalla mia cucina! Ti ho colto sul fatto, ladro! Ma non te la passerai liscia, questa volta!
Me la pagherai! (e si accanisce su Pulcinella, picchiandolo furiosamente e inseguendolo, poi esce di scena)

PULCINELLA (dolorante) - Ohi, ohi, che male! Ma quella furia da dove è uscita! (rivolto al pubblico) Avete visto! Mi ha ucciso! mi ha massacrato! Ohi, ohi, ahi, ahi )

MAGGIORDOMO (fintamente preoccupato) - Pulcinella, che ti è capitato? Perché ti lamenti?

PULCINELLA Ancora una volta mi hanno picchiato! Questa volta è stata la cuoca, quella peste )

MAGGIORDOMO (compiaciuto) - Non c'è niente da fare! Sei sfortunato e la tua sfortuna ti accompagnerà per tutta la vita! E poi per oggi non è finita ancora!
Mi fa male un callo! E infallibile! Si prospettano ancora guai per te!

PULCINELLA -All'anima della iella che porti! Tocca ferro, tocca ferro! Sciò, sciò, ciucciuvé!

(il maggiordomo esce di scena - entra indaffarato il nobile)

NOBILE - Pulcinella, sbrigati, dobbiamo andare dal notaio! Ci ha convocati per un affare importante! Svelto, muoviti su, andiamo!

(Si chiude il sipario - cambio scena)

SCENA III°
(Studio del notaio. Libreria polverosa e in disordine, libri e scartoffie dappertutto. Scrivania, quadri alle pareti, tappeti, divano... in scena il notaio, che appoggia la testa sul frontale del teatrino)

NOBILE - Signor notaio, eccoci qui, appena ci ha convocato siamo venuti subito!

NOTAIO - (come ridestandosi da un sonno) - lo, io vi ho convocato? Non mi pare
proprio! Ah, sì, adesso mi ricordo, io vi ho convocato ma voi chi siete?

NOBILE -(con aria altera) lo sono il conte de' Funghis, figlio di Emanuele Filiberto
Maria Clodoveo de' Funghis e della nobildonna Clitennestra Euridice Lavinia de' Risis e questo è il mio servo Pulcinella, figlio di

PULCI NELLA - (interrompendo il nobile e zittendolo) sssssssssss, zitto, zitto.

NOBILE - (riprende incurante) Figlio di Nanninella, la lavandaia e di Ciro, lo scarparo! (nel frattempo il notaio si è addormentato)

NOBILE (insieme a gran voce) - Notaio! Notaio! Notaiiiioooooo!

NOTAIO (destato di soprassalto) - Ah, sì sì sì, bene, bene, bene. Dunque volevo dirvi che facendo ordine fra le mie carte, ho trovato un documento ingiallito; non si legge proprio niente, però si legge che «A norma dell'articolo n.123456789 della legge n. 785678567856, (mentre legge i numeri gli fanno eco Pulcinella e il nobile) il qui presente conte de' Funghis è Pulcinella e Pulcinella è il conte de' Funghis (e crolla addormentato)

NOBILE - Che che che? Notaio, si spieghi meglio.

NOBILE - (insieme a gran voce) Notaio, notaio, notaioooooooo!

PULCINELLA
- E no, notaio, mo' vi dovete svegliare, dovete spiegare; notaiiooooo!

NOTAIO - (ridestandosi)  -Sì sì sì Come vi stavo dicendo, appunto, «A norma dell'articolo 123456789 della legge n. 785678567856 (mentre legge i numeri Pulcinella e il nobile gli fanno eco)

PULCINELLA - Sì, va bene, ma poi, continuate NOTAIO -C'è stato uno scambio di neonati in culla per cui voi, conte de' Funghis, non siete il vero conte de' Funghis, ma siete Pulci nella e Pulcinella non è Pulcinella, ma è il vero conte de' Funghis (e si riaddormenta)

NOBILE (esterrefatto) -Co... co co co cO co co cosa?

PULCINELLA (euforico) - E che? È entrata una gallina? Vieni, gallinella mia, che ti faccio
arrosto!

NOBILE (adirato) - Ma che, gallina e gallina! Tu, come al solito, non capisci niente!
(rivolto al notaio che giace addormentato sul frontale del teatrino - insieme a Pulcinella) Notaio, notaio, notaiioooooooo

NOTAIO (svegliatosi) - Dalle accurate e minuziose ricerche che ho effettuato tra le mie carte, sono giunto a questa conclusione: è Pulcinella il vero conte de' Funghis e a lui tocca tutta l'eredità di famiglia. Complimenti, Pulcinella, anzi signor conte e ...sono molto dispiaciuto per voi, signor ex-conte!

NOBILE (scoraggiato) - Insomma voi affermate che io sono lui (indicando Pulcinella) e lui è me?

PULCINELLA - Allora, se ho capito bene, io sono ricco e questo è povero? lo sono il padrone e lui è il mio servo?

NOTAIO - Proprio così, proprio così. E ora vi congedo perché ho qualcosa di più importante ...da fare (e sbadiglia)

NOBILE (scoraggiato) - Come sono sfortunato, come sono sfortunato! Da conte a servo e servo di chi, poi? Di Pulcinella! Che disgrazia! Che sfortuna!

(Si chiude il sipario - cambio scena)

SCENA IV°
(Ancora nel salone della casa del conte)


PULCINELLA - Non ci posso credere, non ci posso credere, che fortuna! Sono diventato ricco, ricchissimo e sono pure conte! L'eredità di famiglia è tutta mia, l'ha detto il notaio; sono io l'erede universale! Ed ora mi voglio prendere tutte le soddisfazioni, mi voglio vendicare di tutto quello che mi hanno fatto soffrire in questa casa! Si sono presi i migliori anni della vita mia! Ma ora
è venuto il momento della rivincita. Cominciamo dalla cuoca. Mafalda, Mafaldaaaaaa, vieni qua!

CUOCA - Chi è che mi chiama? Pulci nella? E che fai tu al posto del padrone?
Come ti permetti?

PULCINELLA - Ma che padrone. e padrone! Il vero padrone sono io! Ha detto il notaio che ha trovato certe carte Insomma ci hanno scambiati da piccolini a me e al conte, ma io sono il vero conte e lui è il mio servo! Hai capito, ora, chi comanda in questa casa? E ora per cominciare vammi a cucinare un bel pranzo! Per prima cosa mi devi preparare un bel piatto di spaghetti, pieni pieni di salsa, parmigiano e basilico!

CUOCA - (indispettita, si gira come per andarsene)

PULCINELLA - Ma dove vai? Non ho ancora finito. Poi mi devi cucinare una bella fila di salsicce con patatine fritte e tanti peperoni... e poi per dolce sai che devi fare, devi andare con le tue gambette alla migliore pasticceria di Napoli e mi devi ordinare un bel vassoio di sfogliatelle, frolle e ricce, che mi devo consolare. Hai capito?

CUOCA - Sì, sì, mo' vado. (rivolta al pubblico) È uscito un altro conte! Ma questo pezzente è e pezzente rimarrà. Per ora la cosa deve andare così, ma poi vediamo e allora, se il fatto non è vero, può cominciare a scappare da ora Pulcinella è diventato conte, proprio così! (esce di scena, entra il maggiordomo)

PULCINELLA (rivolto al maggiordomo) - Quanto a te, caro iettatore dei miei stivali, hai saputo la novità? Sono io il tuo padrone, mi devi rispettare e quando ti troverai a meno di dieci metri da me mi devi fare un inchino che devi toccare con la fronte la punta delle scarpe, hai capito?

MAGGIORDOMO (incredulo) - Sono cose da pazzi! Non ci posso credere! Pulcinella è diventato conte! Ih, che fortuna! esce di scena entra Colombina)

COLOMBINA (con voce di rimprovero) - E tu che ci fai seduto al posto del mio caro babbuccia? Muoviti, sfaticato, vai a fare il tuo dovere!

PULCINELLA - E no, cara Colombina, io non lavoro più. Il padrone, il conte, ora, sono io; l'eredità di famiglia è tutta mia, l'ha detto il notaio. E ora che sono ricco, mi vuoi sposare?

COLOMBINA (addolcita) - Ma certo, caro Pulcinella o meglio caro conte, io vi ho sempre
amato nel profondo del mio cuore, ma non avevo il coraggio di rivelarvelo
PULCINELLA (rivolto al pubblico) - Il denaro fa miracoli, eh? (rivolto a Colombina) Allora, visto che anche tu mi vuoi bene, ci sposeremo, ma ricordati, comando sempre io e tu mi devi ubbidire in tutto e per tutto!
COLOMBINA (mansueta) - Certo, amore mio! Vado a farmi bella per te! Smack (esce
di scena entra il conte)

PULCINELLA - Quanto a te, hai finito di comandarmi per ogni sciocchezza «Pulcinella, prendimi la forchetta, che mi è caduta di mano Pulcinella, aprimi la porta, che mi stanco a girare la maniglia...» e poi, tortura tra tutte le torture, ti dovevo fare da assistente, mentre mangiavi a crepapelle e io avevo la pancia vuota! Ma ora è finito tutto, ora tocca a me (entra in scena il maggiordomo)

MAGGIORDOMO - Signor conte ex Pulcinella, fuori c'è il notaio, ha detto che vi deve parlare

PULCINELLA (euforico) - Fallo entrare subito, quel caro notaio, che mi ha fatto un piacere grande assai. Gli voglio offrire un bel pranzo! Notaio, notaiiooooo, entrate!

NOTAIO (sempre un po' svagato) - Caro Pulcinella, purtroppo devo darti una brutta notizia Devi sapere che, anche se non l'avete notato, ho una certa tendenza ad addormentarmi...
(e nel frattempo quasi sonnecchia)

PULCINELLA (rivolto al pubblico) - Se, se, non l'abbiamo notato... Quello dorme sempre... ma poi a noi che ce ne importa?

NOTAIO - E no, altro che se vi importa, vi importa e come! Quello scambio di neonati... quelle carte, quella legge è stato tutto un sogno, non è vero niente...(e rivolto al conte) Perdonatemi, signor conte e, quanto a te, Pulcinella, mi dispiace ma si è trattato solo di un sogno... E ora me ne vado,
perché mi ha preso una certa sonnolenza, sapete, ho dormito solo quindici ore (esce di scena)

NOBILE (inferocito) - Ah, sì, chi è il vero padrone? (e colpisce Pulcinella che scappa)

MAGGIORDOMO - E io che dovevo fare? Mi dovevo inchinare davanti a te? Vieni qua, che ti aggiusto io per le feste! (e colpisce Pulcinella)

COLOMBINA - E tu saresti il conte, saresti ricco? Bugiardo, mentitore! (e lo picchia)

CUOCA - Il pranzo? le salsicce, le sfogliatelle? Vieni qua che te lo preparo io un bel pranzetto (e lo picchia,. tutti insieme rincorrono e picchiano Pulcinella)
PULCINELLA (stremato per difendersi dalle botte) - Ih, che bell'eredità di famiglia!

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