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maschere

Recita per Carnevale
di G. M. Noventa
Arlecchino e l'oste

(Arlecchino, a cavallo del suo asino, viaggia da qualche ora lungo una strada di campagna. Ha in tasca soltanto dieci soldi ed è affamato; trova finalmente una osteria e vi entra).

L'oste: - Cosa volete?

Arlecchino: -Tre soldi di minestra, tre di pane: tre di salame e tre di vino. (L'oste gli mette in tavolo quanto ha ordinato).

Arlecchino: (dopo aver mangiato) - Se ho più fame di prima, devo pagare lo stesso il conto?

L'oste: - Ciò che si mangia si paga, poco o tanto che sia.

Arlecchino: - Giusto; quanto devo pagare?

L'oste: - Dodici soldi in tutto.

Arlecchino: - Ohibò, qui c'è un imbroglio.

L'oste: - Come sarebbe a dire?

Arlecchino: - Il conto è presto fatto: tre di minestra, tre di pane e tre di salamino; nove soldi in tutto.

L'oste: - E il vino?

Arlecchino: - Ah, dico bene: tre di minestra, tre di salamino e tre di vino.

L'oste: - E il pane?

Arlecchino: - Ah, dico bene: tre di pane, tre di minestra e tre di vino.

(L'oste comincia a perdere la testa e... continuando a tenere alzate tre dita della mano destra,
ripete sottovoce: tre di minestra, tre di pane... Arlecchino posa sul tavolo nove soldi e si allontana col ciuco, lasciando l'oste immerso nei suoi calcoli).

Arlecchino: (all'asino) - Vecchio mio, allegria! M'è rimasto un soldo per comprarti un po' di biada.

L'oste: (dalla bettola, facendosi portavoce con .la mano) - E il salamino?

Arlecchino: (gridando di lontano) - Se lo incontra me lo saluti tanto.

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