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burattini
Racconto di Alberto Moravia
Le marionette 

Svolta la carta con dita impazienti, apparivano un paio di guerrieri corazzati di stagnola brillante, oppure una dama vestita di velluto celeste, oppure un diavolo nero e rosso armato di forca, o un cuoco vestito di bianco.
Luca abbracciava suo padre e poi correva in camera sua a riporre le marionette accanto alle altre che già possedeva, in uno scatolone di legno a scompartimenti.
In questo modo era giunto a possedere più di un centinaio di fantocci.
Dapprima aveva cercato di Iarli agire sulla ribalta del minuscolo teatro in azioni sceniche improvvisate, contro lo sfondo di scenari rappresentanti sia una reggia, sia una foresta, sia una prigione.
Ma poi, prevalendo in lui sul gusto disinteressato del gioco la passione del collezionista, si era accontentato di allinearli nello scatolone come un avaro accumula monete in fondo a un cassetto.
Li contava e li ricontava, li accarezzava e li lisciava, li contemplava a lungo, inginocchiato, a terra, poi li riponeva; e questo era tutto.

da La disubbidienze

Il padre costruisce marionette con la carta stagnola per far felice il suo bimbo. Il ragazzo colleziona le marionette come un avaro le sue monete.