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Racconti sugli animali

Racconto di Marino Moretti - La liberazione dell'agnellino


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agnellino
Racconto di Marino Moretti
La liberazione dell'agnellino

La povera bestiola l giaceva sulla soglia immobile, senza voce e senza sguardo. Luca si curvò, appoggiò un ginocchio a terra sullo scalino, allungò la mano con titubanza e accarezzò la lana dell'agnello, calda e crespa e odorante di gregge e d'innocenza.
" La lana era ancor folta e lunga, tutta riccioli spessi e gonfi, che ingrandivan la bestiola non più grande forse d'un cane; e tutta nera, senza una pezza di bianco e d'un nero lucido e intenso; ma alla luce e più nel tratto lambito dal sole, pareva. d'un nero rossiccio. A quella breve, improvvisa carezza l'agnellino fremé tutto, si scosse; e Luca senti che lo spasimo di quel fremito si propagava alle quattro zampette legate e alla coda.

Poi l'agnellino scosse la testa come per esprimere il dolore e l'umiliazione del laccio, fece il primo sforzo per rialzarsi, s'abbatté disperato sulla pietra, poi pianse." La sua voce era strana e agra; non somigliava alla dolcezza della sua lana a riccioli.
Luca trasali come se avesse udito una voce ingrata che lo rimproverasse, che l'accusasse d'aver fatto del male a una bestiola inerme, forse malata. Si chinò meglio, e senza volerlo appoggiò sullo scalìno anche l'altro ginocchio. Era inginocchiato davanti all'agnello. Cosi inginocchiato poté avvicinar meglio i suoi occhi, senza rimorso e titubanza. L'agnellino si calmò all'improvviso. Non pianse più, ritornò immobile, abbandonò la testina sulla pietra.
Girò appena uno sguardo verso colui che lo guardava; e fu, parve a Luca, uno sguardo d'amore. Parve a Luca che l'agnellino capisse, sapesse che era stato lui, Luca, a farlo soffrire e che lui, Luca, lo avrebbe invece salvato. Allora, come per una decisione improvvisa e arbitraria," allungò una mano (l'altra gli tremava) e liberò le zampette intorpidite con quella mano sola, rapida e abile."
L'agnellino non se ne accorse. Restò ancora un momento sdraiato sulla pietra, le zampette penzoloni, come se le sentisse sempre legate, si scosse, si stirò, balzò in piedi, corse via saltellando, girò intorno al cortile, passò il pozzo, ricomparve, si fermò esitando, piegò a destra, si rifugiò nel portichetto. Luca non lo vide più,

Da l puri di cuore

È una pagina piena di sentlimento e d'innocenza. Vi è ritratta la pena di un agnellino che una bimba manda legato per le zampette a Luca, suo cugino, perché glielo custodisca: una pena cosi evidente e così accorata che questi non regge alla vista, per cui scioglie l'animale e lo lascia libero.


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