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Racconti sugli animali: Alberto Moravia - Elefanti

Eccomi in una barca a motore mentre procediamo con grande lentezza sulle acque del lago Edoardo, a poca distanza dalla riva. .
Il cielo dell'Africa è annebbiato e le acque del lago sono grigie.
A un tratto, con un tuffo al cuore: vedo un elefante selvaggio, libero, sullo sfondo chiaro della riva.
La barca si avvicina lentamente all'elefante che pur sentendoci e vedendoci, non cambia il suo
atteggiamento. Stende pian piano la sua proboscide, la arrotola attorno a un cespuglio di erbe dalle foglie lunghe e aguzze come spade; strappa senza sforzo l'intero cespuglio, lo introduce in bocca e comincia a masticare.
Ci avviciniamo ancora di più; potrei stendere un !braccio e sfiorare la proboscide.
Poco più lontano, tra gli alberi, emerge l'enorme dorso grigio di un altro elefante.
Un testone dello stesso colore si affaccia più in là tra i rami: è il momento di allontanarsi perché, specie nei luoghi in cui si abbeverano, i branchi di elefanti sono pericolosi. ..
Prima di andarcene vediamo un bianco uccellino dalle zampe sottili che saltella a fianco dell'elefante e poi, con un breve volo, va a posasi sulla sua groppa.
Quel candido uccellino vive cibandosi di ciò che può trovare tra le pieghe della pelle dell'elefante.

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