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banchi di scuola
Racconto di Mimì Menicucci

Discorso fra due banchi

I bambini erano usciti dalla classe e l'aula era rimasta deserta e silenziosa. Allora, i banchi si misero a parlare tra loro. Succede,
qualche volta, quando i bambini sono lontani.
« Sono vecchio », disse un banco, « fra poco mi schianterò e cadrò in pezzi. Sono passati tanti anni, ormai, da quando ero un bel
ciliegio frusciante al vento. Bei tempi! »,
« lo, invece, ero un castagno» disse un altro banco. « E ricordo, ancora, le tempeste a cui resistevo validamente con la mia
grande chioma piena di rami e di foglie.
« A maggio era una festa» proseguì il banco che era stato ciliegio. «Maturavo tanti frutti e i bambini si fermavano a guardarmi. Invidiavano .i passeri che, sfrontati e golosi, non facevano complimenti. Beccavano, beccavano e non si contentavano mai.
Finalmente arrivava il contadino e coglieva dei gran canestri di ciliegie. Che festa per i ragazzi di casa! Avevano ciliegie dappertutto,
persino appese alle orecchie! ».
« Anche ai miei frutti facevano festa », replicò il banco che era stato castagno. «In autunno, quando i ricci si spaccavano e le
castagne cadevano per terra, venivano con sporte e cestine e raccoglievano i bei frutti lucidi. Il pane dell'inverno! lo restavo spoglio,
solo con qualche riccio spinoso appeso ai rami. Poi anche le foglie cadevano e io mi addormentavo. Gli alberi non possono star svegli in inverno. C'è pericolo di morire assiderati.
Poi, un brutto giorno ci hanno abbattuti, trasformati in tavole e del bell'albero non è restato niente, solo un po' di legname.
« E' vero! » disse il banco di ciliegio. « Penso che i nostri destini siano stati uguali ».
« Sì » disse il banco di castagno. « Potevamo, però, essere trasformati in casse, oppure in mobili. Invece, ecco qua: banchi di
scuola. Non è un destino molto allegro.
« Non è allegro se su di noi siede un bambino svogliatello »  replicò il banco di ciliegio. 
« Oppure un ragazzo che incida il suo nome sul legno. Una vergogna! » brontolò il banco di castagno. « Purtroppo è accaduto
a me. Ma sono stato vendicato ».
« Che cosa è successo? » chiese, ridendo, il banco di ciliegio.
« Quel ragazzo ha preso zero in condotta. Così ha ripetuto la classe Ha avuto quel che si meritava. Non si rovina un bravo
banco che fa il suo dovere ».
In quel momento si sentì un vodo confuso. Erano i bambini che tornavano. I banchi tacquero immediatamente, ma il banco di
castagno scricchiolò ancora per dimostrare il suo malcontento.

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