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Racconto di Sabatino Moscati
Come si viaggiava nell'antichità

Che cosa accadeva quando i treni non c'erano? Su circa cinquemila anni di storia dell'umanità (senza far conto della preistoria immensamente più lunga) i treni occupano appena un secolo e mezzo. Fu, infatti, ai primi dell'Ottocento che s'impiegò per la prima volta, in Inghilterra, la locomotiva per guidare un convoglio su strada ferrata. Il treno subentrò così alla diligenza, sviluppo, a sua volta, dell'antico carro trainato da asini e cavalli, che costituisce il mezzo classico di trasporto fin dai tempi delle più remote civiltà.
Ma anche il carro è il risultato di uno sviluppo; vi sono civiltà antichissime che non lo conobbero, almeno ai loro inizi. Così in Egitto i primi viaggi si compivano puramente e semplicemente a piedi in tenuta leggera per non affaticarsi, con un bastone e un paio di sandali di ricambio. Il rischio dei briganti era all'ordine del giorno come lamenta un testo di quattromila anni fa: « Ahimè!
Le vie non sono guardate. Ci si appiatta nei boschi finché giunge il viandante, per prendergli il suo fardello e rapire quanto ha con sé. Egli è accolto a colpi di bastone, poi iniquamente ucciso ... ».
Come sempre, i ricchi avevano i loro privilegi e si facevano condurre in portantina, scortati da schiavi che vegliavano sulla loro sicurezza. Ma il sistema restava lento e poco comodo, sicché il vero impulso ai viaggi si ebbe quando fu introdotto il carro, per lo più a due ruote e trainato da due cavalli. Il carro divenne allora un segno di distinzione, di prestigio sociale, perciò lo si decorava con figure a bassorilievo, lo si rifiniva con redini e bardature di cuoio elegantemente lavorato, lo si muniva perfino di fruste d'oro.
Donde venne il carro? Gli inventori di esso ed insieme della ruota, sembra siano stati i Sumèri che abitarono la Mesopotamia oltre cinquemila anni or sono.
O, almeno, è presso di loro che troviamo le prime attestazioni di questo prezioso mezzo di trasporto. In una località presso Bagdad, è stata scoperta una piccola quadriga di rame, con due ruote piene (cioè senza raggi) ed un sedile per il guidatore; l'insieme è alto circa settanta centimetri e costituisce quindi un modellino destinato, probabilmente a scopo votivo, a un tempio.
Come il carro, anche il cavallo costituisce un'innovazione della quale possiamo seguire la storia. Non v'è dubbio che i più antichi veicoli fossero trainati soltanto da asini. Solo circa quattromila anni fa le genti conquistatrici indio-europee provenienti dalle montagne persiane, introdussero in Egitto e in Mesopotamia i cavalli addomesticati: fu una trasformazione non solo nei mezzi di trasporto, ma anche e soprattutto in quelli da guerra.
Nell'insieme, anche quando i cavalli si sostituirono agli asini e le ruote a raggi sostituirono quelle piene, i viaggi per via terra rimasero assai faticosi.
Occorre non dimenticare, al riguardo, la scarsezza e la difficoltà delle strade, alle quali solo i Persiani pochi secoli prima dell'era cristiana, seppero dare una cura ed una sistemazione organica. In conseguenza di ciò i viaggi per via fluviale e marittima ebbero larga prevalenza; specie in Egitto ed in Mesopotamia il commercio si svolse per la massima parte lungo i grandi fiumi, a mezzo di barconi dotati di remi e di vele. Talvolta s'usarono anche mezzi più semplici ed ingegnosi: le figurazioni assire ci hanno conservato l'immagine di uomini che attraversano i fiumi su otri di pelle, gonfiati in modo da sostenersi sulle onde.
Il sistema dei viaggi per terra si sviluppò nell'antica Roma, in conseguenza della vasta e funzionale rete di strade che costituisce uno dei maggiori vanti dell'impero. I mezzi di trasporto vengono perfezionati, pur rimanendo sostanzialmente gli stessi, e cioè i carri a due, a quattro ruote trainati da cavalli.
Se, in conclusione, guardiamo ~omplessivamente ai mezzi di viaggio dell'antichità, possiamo osservare che senza dubbio essi erano più limitati e modesti, poiché in gran parte gli uomini di allora trascorrevano la vita senza allontanarsi di molto dalla propria casa.

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