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Racconto di Gianfranco Rados
Punti di vista

Nino era cresciuto in fretta, tanto in fretta che aveva dimenticato di fermarsi in tempo ed era continuato a crescere oltre il dovuto.
Non c'era porta così grande da permettergli di passare senza doversi piegare in due.
Le gambe lunghissime, magre e sottili, lo facevano assomigliare a un trampoliere: camminava ondeggiando con lunghì passi dinoccolati.
Pino, invece, sin dalla culla si era dimostrato pigro e lento. Quando si ricordava di crescere, cresceva più in larghezza che in altezza: era come se il suo corpo conoscesse una sola dimensione.
Era più simile a un krapfen che a un ragazzo.
Alto, o meglio basso tanto da doversi arrampicare per poter raggiungere una sedia, era però largo e tondo come una palla: più che camminare sembrava rotolare sulle corte e paffute gambette.
Un giorno che Nino andava particolarmente di fretta, inciampò nel povero Pino.
Nino finì a gambe all'aria, atterrando sulla pancia.
In silenzio, rimanendo disteso a terra, cominciò a guardarsi intorno. Vedeva cose che non aveva mai visto prima: le gambe dei passanti, i colombi che becchettavano briciole di pane, un gatto che cercava di catturarli.
Da quella posizione le gambe dei passanti gli sembravano molto più grandi.
Nino si accorse che tutto quello che normalmente gli era sembrato piccolo e lontano, da questo nuovo punto di vista gli appariva tanto più grande e vicino.
Dopo un po' cominciò ad alzarsi da terra, con la lentezza propria di chi è troppo alto. E una volta in piedi si chinò fin quasi a terra, tanto da poter prendere Pino tra le braccia.
Che fai, sei matto? - gridò Pino.
Non aver paura, fidati e vedrai qualcosa di assolutamente nuovo per te. Così dicendo Nino sollevò Pino da terra e se lo pose sulle spalle.
E adesso cosa vedi?
Pino rimase ammutolito per un bel po'.
Dalle spalle di Nino il mondo era improvvisamente cambiato. Per la prima volta vedeva le finestre delle case, scopriva con stupore che le automobili avevano il tetto, che si potevano guardare le cose dall'alto in basso.
Si accorse che tutto ciò che normalmente gli appariva grande, anzi enorme e un poco pericoloso, da quella nuova posizione sembrava invece piccolo e innocuo.

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