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Racconti per bambini
Racconto di Marcello Argilli
Lo sciopero delle vocali 
  

Le vocali si sentivano sfruttate, essendo le lettere più usate dell'alfabeto.
Così decisero di scioperare. Sparirono dai discorsi e dagli scritti.
E appena sparirono successe il finimondo.
Quel mattino, uscendo di casa, i bambini invece del solito - ciao mamma, ciao papà dissero un bel ccc mmm e c PP da far accapponare la pelle.
Arrivati a scuola, salutarono il maestro col solito rispetto so Buon giorno, signor maestro, che però divenne un bel «Bn grn, sgnr mstr.
A sentire quel grugnito, il maestro si arrabbiò e decise di punire tutti, Invece di Maleducati, tutti puniti - gli uscì però di bocca un buffissimo: Mldct, ttt pn.t che fece scoppiare una risata generale.
Intanto, per strada, la gente si salutava con dei «Cm st?, che sembravano delle prese in giro.
Il cartello Circolazione vietata  diventò: Crclzn vtt, e nessun automobilista, naturalmente, lo rispettò.
Sulle insegne dei negozi si leggeva: - Br, -Trttr, Tbcc e nessuno indovinava più quale fosse il bar, la trattoria o il tabaccaio.
Non si poteva andare avanti così.,
Si dovettero supplicare le vocali di tornare al lavoro.
Esse dettarono le loro condizioni e ottennero una riduzione di lavoro: l'obbligo di apostrofare sempre gli articoli la, lo, una davanti alle parole che cominciano per vocale, di non dire più giuocare, ma giocare; figliolo invece di figliuolo, e così via.
Insomma, appena potevano, le vocali sparivano!

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