Racconto di Giorgio Manganelli - Chi è Pinocchio

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Racconto di Giorgio Manganelli
Chi è Pinocchio 

Chi è Pinocchio? Non è un bambino, come non è bambina la "loica" Alice. Pinocchio non conosce né origine né nascita; agli inizi, sta chiuso nel semplice pezzo di legno da catasta; quel legno è già Pinocchio, e compito del falegname Geppetto sarà non di fabbricarlo, ma di estrarlo.
Ancora chiuso nel legno, Pinocchio sa parlare, patisce il solletico e manifesta il suo umore riottoso.
La condizione di burattino gli conferisce immunità, privilegi, diritti.
Nel momento stesso in cui viene
riconosciuto come diverso, gli viene accordata una specifica protezione: i coltelli si spezzano contro la sua schiena; gettato in mare galleggia, si ammala di rado e guarisce subito; ma le sue scene di dolore, per quanto drammatiche, sono incongrue, giacché egli non potrà mai strapparsi i capelli, che sono solo dipinti.


In un curioso capitolo, incontriamo Pinocchio accolto, riconosciuto, festeggiato in una compagnia di burattini; quasi che nella sua fantasia, distratta ma coerente, Collodi avesse voluto awertirci che Pinocchio non è un errore, una beffa casuale, ma partecipe di una condizione autonoma e coerente, tanto da riconoscersi in un'unica famiglia, quella degli Arlecchini e Pulcinella, fragili e immortali, capaci di gestire e vituperarsi  "come se fossero proprio animali ragionevoli e persone di questo mondo" ma intrinsecamente non umani.
E l'unica delle sue awenture in cui Pinocchio non si trova tra estra
nei; giacché come conviene alla sua condizione metafisica, egli sperimenta una costante, radicale solitudine.

Lo circondano animali sentenziosi, variamente insidiatori, creature magiche, creature quasi umane:
ma nessuno di costoro partecipa dei suoi mirabili e irresponsabili privilegi, nessuno è dalla sua parte, nessuno gli è complice.
AI contrario: per tutto il libro, gli assalti pedagogici, le affettuose sevizie, non
meno che le aggressioni degli Assassini, hanno per obiettivo la distruzione del trickster, dell'essere capriccioso e discontinuo. Le trame affettuose ed ostili solidamente spingono ad una soluzione tragica: Pinocchio deve morire.

Come si addice ad un essere fatto di metafisico legno, Pinocchio non ha genitori: obiettivo di insidiosi affetti, riesce a fruire solo di saltuaria ospitalità affettiva; e sebbene vi sia un momento in cui la Fata si dichiara "mamma" ed egli chiami Geppetto "babbo", i due fittizi genitori sono reciprocamente estranei, egli può trovarsi con l'uno solo perdendo l'altro.
La discontinuità tra Geppetto e la Fata è essen
ziale alla solitudine istituzionale di Pinocchio.

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