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Racconto sulla mamma 
Le lacrime della mamma 

Da quando il suo bimbo morì, la povera mamma non finiva più di piangere.
Giorno e notte piangeva e sentiva un amaro piacere di struggersi così, come se godesse d'andarsene anche lei dal mondo, da questo mondo dove imperano il dolore e la morte.
Ella passava i suoi giorni sulla piccola tomba appena chiusa, e là cadevano tante sue lacrime che la terra ne era tutta intrisa. Non sapeva consolarsi, la: povera mamma, non voleva.
E un giorno, tra le lacrime che le velavano gli occhi, ebbe una visione: le parve di vedere una processione infinita di bimbi che ascendevano in alto, cantando, vestiti di bianco e oro; ella guardava tutti quei visi sorridenti, ma quello della sua creatura non lo vedeva; tutti passarono, gli angioletti, tutti; ma la sua creatura non era con loro.
Coll'anima presa da un nuovo dolore, la mamma implorò l'ultima di quelle creature giubilanti.
« Sai dirmi dove è il mio piccolo? ».
« E' ancora laggiù, lo trattengono le tue lagrime che l'hanno inzuppato e non gli lasciano prendere la sua via con noi ».
E allora la madre compì l'ultima rinuncia, si asciugò le lacrime e non pianse più: la Madonna, cui ella rivolgeva tutte le sue preghiere, si era messa fra lei e ìl suo dolore.
Un'altra volta la madre rivide la processione degli angioletti, e tra gli altri vide passare, giubilante come gli altri, anche il suo piccino adorato.

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