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Racconti Mamma

Racconto di Luigi Fallacara - Giardino pubblico


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Racconto di Luigi Fallacara
Giardino pubblico

I bambini sono, come gli uccelli, gli abitatori dei piani aerei dei giardini pubblici. Appena la mamma gli lascia la mano il fanciullo si allontana, si libera; ha fatto pochi passi, ed ecco, non sembra più quello: un velo di sole s'è frapposto fra lui e l'occhio materno e ha creato una improvvisa distanza.
La mamma stupisce nel vederlo diventato tanto piccolo, lontano, ed estraneo, lui ch'era cosi grande, così vicino, così
figlio, tra le pareti domestiche. Ha nella pupilla il baleno che s'aguzza sugli aghi dei cedri, nei capelli il vento che agita le
cime, sulle guancie i colori sciolti nell'aria.
Sparisce tra il verde, e non ne odi che il cinguettio o i gridi  tra quelli dei compagni: lo distingui alla voce, ma appena, perché la sua voce pare che venga da tanto lontano; e quando ritorna ansante, odora di resina e di verde e ha le pupille liquide, e ti si pone a sedere vicino di schianto;' come un passerotto caduto da un nido.

Da Antologia, ed. Degli Orfini

Ricordo simpaticissimo per un bimbo di città quello delle ore passate ai giardini pubblici.
Sono stati essi teatro di tanti giochi e anche delle prime evasioni, ché là, per l'assenza di pericoli, la mamma allentava la sorveglianza e il piccino si ìnoltrava tra il verde, cinguettando o gridando fra i compagni, per ritornare poco dopo a sederlesi accanto esausto come un passerotto caduto dal nido.

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