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Festa della mamma5
Racconto di Anonimo

Dopo, dopo, dopo

Da qualche tempo Lucia non è più quella bambina premurosa ed obbediente che correva svelta alla voce della mamma. Forse da qualche compagna svogliata ha imparato a rimandare i suoi piccoli doveri.
Troppo spesso risponde:
- Dopo, lo faccio dopo ...
La mamma le dice:
- Lucia, va' a prendere il latte prima che faccia buio!
- Dopo, mamma, ci vado dopo.
- Lucia, va' a prendere tuo fratellino all'asilo!
- Dopo, mamma.
- Lucia, fa' i compiti e studia!
- Dopo, mamma.
Dopo che? Dopo aver giocato, dopo aver guardato la trasmissione per i ragazzi, dopo aver cenato, dopo aver giocato ancora.
Ed una volta la mamma, stanca di ripetere le stesse raccomandazioni, lascia che Lucia rimandi per tutto il giorno. Vien sera, il compito non è stato ancora fatto, e Lucia va a letto promettendo di alzarsi presto la mattina seguente.
Ma l'indomani il calduccio del letto fa dimenticare la promessa.
E quasi ora di andare a scuola: Lucia, per far presto, scrive in fretta e male ed infine rovescia la tazza del caffelatte. Il compito non è fatto bene, non è finito, ed ora, in un angolo del foglio, è schizzata una grossa macchia.
Lucia piange, ma la mamma la conforta dolcemente:
- Andremo insieme dalla maestra, e le diremo che non succederà più, perché Lucia ha capito che non bisogna dire dopo, dopo, dopo, ...
- E vero, mamma! Bisogna invece dire subito, subito, subito!
Il racconto si presta per un'allegra drammatizzazione.

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