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Auguri a tutte le mamme
Cara mamma

di Sylvia Plath

E' una delle lettere scritte alla madre quando l'autrice frequentava l'università, lontana da casa
Cara Mamma, .. .Ann Davidow, la graziosa ragazza ebrea di cui ti ho parlato, mi ha procurato un appuntamento ad Amherst...
Era un appuntamento triplo, e quando i ragazzi sono arrivati mi sono sentita sollevata nel vedere che il mio era alto 1,80, snello, e ben rasato... Non so quale misterioso destino ci ha appaiati, ma certo il mio primo 'appuntamento al buio è stato fortunato. ..Bill ed io abbiamo lasciato la sala affollata e siamo andati nella sua stanza.
Era carina, un caminetto, dischi, poltrone di cuoio. Non so come ma ci siamo subito parlati molto francamente.
Lui mi ha sorpreso mettendo a fuoco abbastanza bene alcuni aspetti della mia personalità che di solito tengo nascosti.

Ma c'era una non so qual sensibilità in lui che mi attirava, a paragone con la greve folla dei bevitori, cosl sono riuscita ad aprirmi un po'.
I suoi modi mi ricordano vagamepte Warren...
Non ha neanche fatto degli approcci, il che è un altro punto a suo favore.
Dopo aver discusso di molte cose importanti che non ricordo esattamente, riguardavano l'io e il credo religioso, lui si è alzato bruscamente, e ce ne siamo andati in un' altra casa a ballare.
Dopo qualche ballo mi ha condotta, altrettanto bruscamente, fuori della casa e, per mutuo consenso, ce ne siamo andati in giro per il campus. Niente è più bello di un campus di notte. La musica filtrava dalle case; la nebbia velava i lampioni, e dalla collina sembrava potessimo scivolare oltre il bordo nel nulla...

Mai, da quando sono qui, mi sono sentita in una tale isola di calma interiore. Amo la gente, ma imparare a conoscere l'individuo mi attira più di qualsiasi altra cosa. Ci siamo seduti fuori e abbiamo parlato nella fresca oscurità dei giardini, e io gli ho detto che cosa voleva dire per me sentirmi bene. A quanto pare lui provava le stesse sensazioni.
Poi a mezzanotte e mezza ce ne siamo tornati a casa con gli altri, ed ero così felice.
Pensare che non avevo dovuto sottostare alla tortura di sedere in una stanza fumosa, col sorriso stereotipato da party, a stare a guardare

il mio compagno che si sbronza!
Questo ragazzo era gentile e dolce. Fa ginnastica al'aperto, perciò gli ho parlato di Warren...

...Di ritorno ad Haven ci siamo fermati un po' fuori; le altre coppie stavano risalendo il viale, e si baciavano senza far caso agli astanti.
Allora lui ha sorriso e mi ha guardata, dicendo, «Certa gente non ha proprio nessuna inibizione», e mi ha dato un fugace bacio sulla punta del

naso. Così è stato... ha detto che era contento di sapere che abitavo ad Haven, così non avrebbe dovuto battere tutto il campus per cercarmi.
Tra le sue varie osservazioni: io vivo' 'intensamente", ho un atteggiamento drammatico, a volte parlo come una scolara che deve svolgere un tema, e ho un accento del Sud!
Non far caso alle mie divagazioni. il primo appuntamento al college è un avvenimento e adesso sento davvero di far parte della vita.
Baci, Sivvy

1 ottobre 1950

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