Racconto di Bonuzzi Gottarelli - Due passeri sulla neve

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Racconto di Bonuzzi Gottarelli
Due passeri sulla neve

Quanta neve è caduta! Bianche le strade, bianchi la chiesetta e il campanile.
È festa per i bimbi: c'è la neve!
Ma non c'è più gioia per i poveri passeri colti di sorpresa, mentre indugiano ancora su qualche ramo spoglio di verde; sono spauriti e tremano.
Si chiamano, si radunano, tentano di trovare cibo, ma spesso trovano la morte.
Crrr, crrr!
Crrr, crrr!
Tutti i fanciulli fanno festa alla neve, alzano i nasini all'insù per vederla scendere leggera leggera; ma per noi c'è morte in cielo e in terra. Come faremo?
Caro fratellino mio, tu sei troppo giovane e nulla sai delle sofferenze, delle lotte, degli agguati che ci tendono adulti e bambini, proprio quando avremmo maggiormente bisogno del loro aiuto. Guarda, guarda...
E i due fratellini si nascondono nella fessura di una casa diroccata e osservano.
Tre fanciulli, di otto o dieci anni, affondano i piedini nella neve; cercano un posto adatto per deporvi le tagliole.
Ecco fatto! Ora si allontanano, perchè la preda non veda e cada in quel laccio di ferro.
Poveri noi! - esclama il passerino minore. - Ora ricordo: la nostra buona mamma un giorno morì intirizzita nella morsa di quei ferri.
Ih, ih! Ih, ih!...
Taci; se ci odono quei monelli, la nostra vita è finita. Non sanno o non ricordano che noi siamo la fortuna dei campi, e se anche mangiamo
qualche seme, distruggiamo tanti insetti dannosi alle piante. Ma gli uomini esprimono la loro gratitudine uccidendoci.

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