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Racconti inverno
La leggenda dei passeri

di Piero Bargellini

Una volta i passerotti abitavano nei boschi; avevano un bel vestito di piume variopinte e cantavano meravigliosamente.
Venne una grossa nevicata. Il bosco restò sepolto; i campi attorno scomparvero sotto il coltrone bianco.
I passerotti non avevano più da mangiare. Morivano di fame.
Allora pensarono di emigrare verso il paese dove abitavano gli uomini.
I primi passerotti partirono così in direzione del fumo che usciva dai camini accesi. Giunti in paese, si posero sugli arpioni delle finestre, sulle grondaie dei tetti e si misero a cantare.
Gli uomini, a vedere quegli uccelli così variopinti e a sentirli così cantare, se ne invaghirono. Dettero loro la caccia. Parte ne ammazzarono, parte ne fecero prigionieri.
Un solo passerotto riuscì a fuggire. Tornò al bosco tutto spaventato e disse agli altri uccelli:
Il nostro bel vestito e il nostro canto melodioso attirano troppo il desiderio degli uomini.
Se si vuole vivere iri pace bisogna essere più modesti.
Lì per lì i passerotti del bosco protestarono. Essi non avrebbero mai rinunziato alloro vestito variopinto e al loro bel canto.
Ma la fame si faceva sentire sempre più forte.
O morire o rinunziare al bel vestito di piume colorate.
Fu così che i passerotti mutarono aspetto. Si misero un povero vestito di piume grigie e si presentarono alla casa dell'uomo come tutti i mendicanti, facendo un solo verso: Cip, cip! -che vuoI dire: Buon dì. Buon dì! Allora l'uomo si commosse alla vista di quei poveri uccelli affamati e dette loro da mangiare.
Da quel giorno i passerotti non abitarono più nel bosco, ma vissero attorno alle case degli" uomini, vestiti modestamente e senza canto.

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