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Racconto di G. Berto 
L'estate se n'era andata

Il cielo fu nuvoloso per qualche giorno, e le vie e le piazze furono grigie e tristi. Ma poi le nuvole se ne andarono dal cielo, e l'aria fu più limpida che non nell'estate, e il sole più splendente, anche se meno caldo.

I suoi raggi penetravano ormai profondamente entro i portici esposti a mezzogiorno, e le ombre erano lunghe sul terreno, anche quando il sole si trovava al culmine del suo giro.
Guardandosi intorno dopo la pioggia, gli uomini seppero che l'estate se n'era andata, ed era venuto l'autunno, la stagione piena di frutti e di tepore malinconico.
Ogni cosa era più bella, di una bellezza un poco malata.
I colori della città si ravvivarono, nei viali e nei piccoli giardini, nei panni stesi ad asciugare, perfino nelle case troppo vecchie.

Lungo le grandi strade della pianura, qualche foglia seccata dall'estate cadde dagli alberi e si posò sull'asfalto o, sui Iati erbosi o nel fossi asciutti. Sull'anello delle mura, e ovunque erano rimasti ancora gli ippocastani, qualche frutto dalla buccia spinosa cadde e si spaccò sul terreno..

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