Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Racconto di Ardengo Soffici 
Viene l'estate

I giorni succedevano ai giorni.
Il sole descriveva un arco sempre più vasto nel cielo, il meriggio si faceva di giorno in giorno più ardente, il fogliame si addensava sulle piante, il grano ingialliva nei campi, la vite e l'ulivo fiorivano profumando l'aria, e al loro odore si mescolava quello delle cantaridi verdi e dorate; gli uccelli tacevano, acquattati sulle uova dei nidi; la notte le lucciole uscivano di tra le spighe ancora acerbe, imitando nel buio lo stellato del firmamento.
L'ultimo spicchio ranciato della luna calante si dondolava riflesso nell'acqua nera e cheta, simile a una barchetta di foglio dorato dimenticata  da qualche bambino. Un coro di ranocchi al quale si mescolava la voce più chioccia di qualche rospo melanconico, si alzava ogni tanto con impeto lirico su dal pacciame, subitamente interrotto dal più leggero rumore che facesse il vento tra i giunchi e i salci della proda, o qualcuno che passasse nelle vicinanze.

Leggi i Racconti sull'Estate