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boschetto
Racconto di Vincenzo Fiaschitello 

L'avvocato

Scendeva, saltellando felice, da un viottolo che si perdeva tra gli abeti e i larici del monte.
Aveva portato il latte, il formaggio e le uova al vecchio che viveva nell'ultima casetta di legno del villaggio, quando una lucida moneta gli era saltata fuori dalla tasca e, rotolando rotolando, era finita sulla strada asfaltata, appena dopo la curva.
Uno stridore di freni, un impatto terribile e il ragazzo era volato via a qualche decina di metri.
La notizia in pochi minuti aveva fatto il giro del villaggio e gettato nel dolore i genitori.
Un giovane avvocato fu incaricato di salvaguardare gli interessi della compagnia di assicurazione. E fece così bene il suo lavoro che, oltre all'onorario, ebbe anche l'elogio della dirigenza.
Aveva impostato la difesa dell'assicurato, sostenendo che il ragazzo di nove anni, figlio di poveri contadini, crescendo, avrebbe potuto aiutarli producendo un reddito modesto, continuando il lavoro dei genitori fino al momento in cui, giunto all'età del matrimonio, sarebbe andato a vivere con la sua nuova famiglia. E concludeva che, a conti fatti, a quegli sfortunati genitori, spettasse per la morte del ragazzo soltanto una somma equivalente alle spese sostenute per il funerale.
Per uno strano destino, trent'anni dopo, quello stesso avvocato, ormai carico di esperienza, fu coinvolto in un caso simile.
Molto meticoloso, l'avvocato scartabellando tra le sue carte, si ritrovò tra le mani il caso del povero contadinello e non poté fare a meno di sorridere, quasi a giustificare l'imperizia dei primi anni della sua professione.
-" Questa volta - disse fra sé - il mio giudizio sarà molto meglio articolato e terrò presenti alcune importanti circostanze"-
Così accadde.
Il ragazzo, figlio di un ricco possidente, travolto da una macchina, era morto in ospedale lo stesso giorno dell'incidente.
L'avvocato difese la compagnia di assicurazione, facendo una accurata analisi del mercato del lavoro giovanile.
Quel ragazzo, crescendo, difficilmente avrebbe trovato una occupazione e quasi certamente avrebbe dovuto essere sostenuto sul piano economico dai suoi ricchi genitori.
-"Fino a quando? -si chiedeva retoricamente l'avvocato- Certo fino a che il giovane fosse riuscito a trovare un lavoro. Ma ve lo immaginate voi un giovane senza lavotro con un forte assegno mensile della famiglia disposto a cercarsi una attività remunerativa?
Non solo non lo farà, ma se legato sentimentalmente a una ragazza della sua età, potrebbe avere anche una sua famiglia da mantenere, con conseguente aumento dell'assegno familiare. E allora, a conti fatti, io sostengo che per la morte del ragazzo, l'assicurazione, oltre a non dover dar nulla alla famiglia, ha diritto ad almeno la metà della rilevante somma di denaro risparmiata, non versata al figlio, per un notevole numero di anni"-
E questa volta l'avvocato vinse il premio!