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pallacanestro

Racconto di Antonio Barolini
Pallacanestro

La pallacanestro è uno sport meno antico e, per certi aspetti, meno spettacolare del calcio. Un tempo non richiamava grandi masse di tifosi, ma oggi esso sta diventando sempre più popolare e desta talora accesi entusiasmi.
Il gioco si svolge in uno spazio piuttosto ristretto, nel quale le azioni individuali e di gruppo non hanno l'ampio e complesso svolgimento di quelle che si ammirano negli stadi calcistici, tuttavia esso, come mette bene in evidenza la poesia sopra riportata, ha un suo fascino: quello della eleganza dei gesti, del ritmo quasi di danza dei giocatori, del silenzio in cui braccia, mani
e piedi si lanciano, balzano, s'intrecciano fra loro in azioni rapide, mute e sempre nuove.
E uno degli sport più moderni, essendo nato negli Stati Uniti soltanto nel 1893, ideato dal prof. Iames Naismit come un'attività sportiva che potesse essere eseguita anche in palestre di ridotte dimensioni e riuscisse a tenere in esercizio la gioventù anche durante l'inverno. Non richiede forza né molta resistenza; ma agilità, prontezza, intuito e capacità di stretta e continua collaborazione con l'intera squadra.
Non è perciò uno sport per individualisti: al contrario, esso abitua a fare corpo unico con i compagni di gioco. E quindi una di quelle forme di collaborazione in "équipe" che la società moderna richiede sempre più ampiamente in ogni settore delle sue moltepli attività.

Poesia di Antonio Barolini
Pallacanestro

L’intreccio delle braccia
ricama l’aria
divaria
in salti silenziosi.
Il pavimento
geme
e i passi
sono tonfi di sassi in acqua.
Quel negro

scala;
tocca,
cala la palla nel segno.
L’applauso scoppia.
Occhi,
sui denti, di fuoco.
Azzurri
e bianchi

i colori del gioco.

da Elegie di Croton

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