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All'inizio del secolo, dal Nord Europa, le venne la moda di scivolare sulla neve con due pezzi di legno sagomati.
Le montagne, dove la neve resta più a lungo, divennero così meta di gite in sci.
Chi partiva per queste gite considerava ancora la montagna una meta da conquistare, scopriva paesaggi nuovi da ammirare e rispettare.
Purtroppo le cose cambiano quando comincia la moda dello sci discesistico.
Da allora le montagne vengono considerate soprattutto come pendii ricoperti di neve sui quali scivolare velocemente: importante diventa la velocità della discesa.
E allora cominciano i guai: si aprono piste nelle foreste abbattendo migliaia di alberi provocando così danni definitivi alla montagna.
Gli sciatori poi, arrivati in fondo alla pista, vogliono risalire; e così si costruiscono impianti di risalita, sciovie, seggiovie, funivie, ecc. e per innalzare piloni e far passare fili, si tagliano altri alberi.
I piloni si pitturano di colori vivaci, vi si appendono cartelloni pubblicitari.
Gli animali della montagna, cervi, caprioli, galli, fagiani abbandonano la zona. .
Ecco come la montagna si degrada e si deturpa.

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