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Alla città di Londra, nel 1948, tocca il difficile compito di riallestire le Olimpiadi dopo le immani tragedie della seconda guerra mondiale. In otto giorni di Giochi londinesi la trentenne Fanny Blankers Koen, madre di due bambini, fa undici apparizioni in pista che la portano quattro volte sul podio più alto: lOO metri, 200, 80 ostacoli e staffetta 4 x 100. Ma paradossalmente a far breccia nel cuore dei connazionali, più ancora dei successi, saranno il grande amore di questa donna per l'atletica e il costante esempio per la gioventù olandese. Ecco il vero segreto di Fanny Elsje Koen, nata il 26 aprile 1918 a Daarn, cittadina dell'Olanda centrale. Prima si dedica al nuoto ma nel 1935 abbraccia l'atletica e i segnali sono quelli di una predestinata al successa Infatti, correndo gli 800 metri in 2 '29 s'impossessa del primato nazionale. E se ai Giochi di Berlino passa, inosservata, eccola esplodere nel 1938: il 19 giugno ad Amsterdam conquista con 11 il mondiale delle 100 yarde.
Fanny nel 1939 sposa il suo allenatore Jan Blankers, ex triplista di fama: da lui ha, tre anni più tardi, il primo figlio e sei mesi dopo la maternità prova gli 80 ostacoli nel modo più entusiasmante, eguagliando il record mondiale con 11''3. La guerra la danneggia, ma non le impedisce nel 1943, di fissare i record mondiali del salto in lungo (6,25) e del salto in alto (1, 71). Torna alle gare nel 1946, un anno dopo la nascita della figlia,. e pur menomata da un infortunio, agli Europei di Oslo conquista gli 80 ostacoli e la 4 x 100. L'apoteosi è ai Giochi di Londra, al termine dei quali ventimila olandesi l'applaudono mentre percorre su un «landau» le strade di Amsterdam. Si ritira nel 1955 aggiudicandosi nel peso l'ultimo titolo nazionale. Un'uscita di scena degna di quella che il mondo ricorderà come la «mammina volante».

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