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racconti per bambini
Racconto di Roberto Piumini -

Il pifferaio e il bambino -

C'era una volta un pifferaio che piano piano camminava sui colli, perché sono belli e per le valli, perché sono gioielli.
Un giorno vide da lontano un bellissimo paese in cima a una larga collina, e disse:
Vado lazzù.
Perché bisogna sapere che il pifferaio, quando parlava, diceva la «zeta» al posto della «esse»: chissà se era un gioco, o lingua scivolina, o nodo del pensiero.
Così, se lui pensava, pensava un pensiero: ma se lo diceva era un penziero.
Se sognava, sognava sogni, ma se li diceva erano zogni.
Dunque il pifferaio, piffero piffero, piano piano, camminò su per il colle e arrivò al paese.
E quando fu in cima respirò forte, perché la salita gli aveva rubato il fiato.
L'aria lassù era fresca, mossa, profumata, luminosa: era un vento di terra verde e cielo azzurro, un soffio d'aria ragazzina, un sorriso, un'ala allegra sulla faccia, un bacio.
E dappertutto, intorno e lontano, di qua e di là, era verde: verde erba, verde alberi, verde grano acerbo, verde pascoli, verde bosco, verde che rideva, verde che mordeva, verde verdissimo
e sano, via e via che lo sguardo ci si perde.
Ed ecco che il pifferaio incontrò un bambino.
Allora si fermò e disse: - Ciao.
Già - disse quello, perché non aveva voglia di dire una parola tutta intera.
Il pifferaio fischiò corto con le labbra a buchino, come spesso faceva, e sedette su un pietrone vicino al bambino annoiato e gli disse:
Ti racconto una ztoria?
Si - rispose il bambino.
Il pifferaio rimase zitto, perché il bambino aveva detto. S, e guardò il verde qua e là, verso il mare dovunque fosse, e le montagne chissà.
Allora il bambino si sforzò e disse: - Si.
E il pifferaio cominciò a raccontare.










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