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Racconto di Fabio Tombari 
Le sei uova di Pasqua 

Sotto la Settimana Santa, un tale era tantopovero che non aveva nemmeno un po' di uova da far benedire. Va da un usuraio suo vicino e gli dice pressa poco così: lo ho da and'are in America
a lavorare, ma intanto vorrei festeggiare la Pasqua anch'io con i miei.
Avreste sei uova da prestarmi, che ve ne do altrettante e più al mio ritorno?

E quello va a prendere sei uova sode calde calde dal tegame e gliele dà cotte e tutto. Ringraziamenti, benedizoni: poi va in America e dopo quatr'anni ritorna, non ricco ma benestalnte. Va dall'usuraio:
Ecco dodici uova in cambio delle sei che mi avete prestato.
Dodici uova sole? A lui, a un usuraio, a un farabutto simile? Mi meraviglio!
Prende e lo cita in tribunale, per danni, truffa e mancalmento di parola..
Con quelle sei uova prestate, avrebbe potuto fare non so quante galline e uova e pulcini e altre uova: insomma, mille non bastavano.
Voleva portargli via il pollaio, l'orto, la calsa; mandarlo in prigione con tutta la famiglia. E quell'altro, poveretto, non sapeva cosa fare.
Camminava, mogio mogio, tutto in pensieri.
Lì incontra un amico, un certo Edoardo Giansanti, poeta dialettale .pesarese, detto Pasqu:alon, un amico sul serio.

Che sucede?
Domani - gli disse - devo presentarmi in causa -
E gli raccontò delle sei uova: come le aveva avute, come è tornato, e l'offerta fatta, e la pretesa dell'altro, la denuncia, ecc. ecc.
Ti d'ifenderò io - fa Pa,squalon.

A che ora è la causa?
Alle nove.
Aspettami nell'aula e ti verrò a difendere.
Viene il giorno dopo, arrivano le nove tutti aspettano e Pasqualon non si vede.
Anche il giudice si impazientiva.
Così fa questo vostro awocato che non viene?
L'altro, l'usuraio, godeva del proprio veleno. Arrivano le nove e un quarto, e niente, le nove e mezzo, e niente...
Finalmente eccoti Pasqualon di corsa, mettendosi la giacca, spolverandosi i calzoni.
Scusatemi, Signor giudice, scusatemi se ho fatto tardi e ho fatto tardi, ma ho dovuto cuocere la fava perché domani devo seminare
Come! - tutti in una gran risata. - E vorreste seminar la fava cotta!
Ma questa è grossa: e come volete che i semi possano germogliare una volta bolliti?

Eh, lo so anch'io, signor giudice rispose Pasqualon - ma nemmeno dalle sei uova sode sarebbero nati i pulcini.
E il giusto tronfò anche stavolta fra le risate di tutti.

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