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Racconto di Pasqua 
di Domenico Rea

Le vacanze di Pasqua 

Dall'angusta apertura della scuola, gli scolari si lanciarono fuori con tale violenza da far ritenere possibile lo sfondamento della vecchia porta.
Non un ragazzo camminava. Tutti saltavano, correvano, sfrecciavano, buttavano all'aria libri e carte e, con precisione matematica, scegliendo tra mille itinerari quello giusto, raggiungevano la mamma, il fratello, lo zio, il nonno in attesa.
Arturo, mio nipote, bussò allo sportello dell'auto quasi fosse atterrato dal cielo, con il corpo ancora dondolante per la velocità impiegata a raggiungermi.
Mi diede un bacetto e cominciò a dirmi che quel giorno non avevano fatto un bel niente in classe; che aveva intenzione di eseguire subito i compiti e di godersi ogni ora e ogni minuto delle vacanze pasquali.