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Babbo Natale a casa
Racconto di Giovanni Mosca
Il giorno del Signore

Buone Feste

interruzioni

La domenica bisogna spandersi con il corpo e con l'anima, farsi cuscino delle montagne celesti all'orizzonte, tetto nella pianura e i piedi nel mare, levare un braccio e tingersi il dito d'azzurro, ascoltare tutti i silenzi e tutte le voci, annusare tutti i profumi. guardare dentro tutti i cortili e tutti i giardini, fermarsi nel più riposto, nel più segreto, dove nessuno, passando dinanzi al muro che lo circonda, sospetti vi siano dei tigli, e un sedile, e un girasole e una pozzanghera che permetta di veder passare le nuvole senza guardare in su.
Da questo giardino mandare come uccelli in giro per il mondo, i nostri pensieri.
E la sera tornano tutti? Non si sa, non se ne può fare il conto.
Può darsi che torniamo a casa senza qualcuno di essi, ancora in viaggio, sperdutosi per il buio ed è bene che sia così. Niente di più bello che, durante la settimana, vederlo tornare e lo avevamo dimenticato, una sorpresa, una improvvisata.
Può essere il pensiero dell'infinito o il pensiero di Dio che torna di non si sa dove, intriso di pioggia o con qualche filo di erba o di foglie, e l'anima se lo riprende; gli fa posto fra i tanti che erano puntualmente ritornati la domenica sera, lieta d'averlo ritrovato, e a settimana s'illumina tutta, il grigio lavoro s'adorna e si colora, viviamo nell'attesa di un nuovo giardino, pregustiamo il piacere del giorno del Signore...

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