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Racconto di Mimì Menicucci
Discorso a mezzanotte

fiocchi

A mezzanotte i giocattoli si svegliano e si mettono a parlare fra loro. Gli uomini non possono sentirli, perché hanno la mente sempre occupata nei loro affari più o meno importanti.
Li sentono, qualche volta, i bambini, ma non sempre. Debbono essere molto tranquilli, tanto tranquilli da dormire profondamente e allora possono sentire ciò che i giocattoli si dicono tra loro, ma poi, al mattino, non se lo ricordano, oppure dicono di aver sognato.
Una notte un pupazzo di legno si svegliò e sbadigliò con poca educazione.
Bene disse allegramente un palloncino rosso che ballonzolava presso il soffitto. Finalmente ti sei destato. Ora potremo fare qualche chiacchiera.
Ma il pupazzo era di cattivo umore e poi non poteva soffrire il palloncino, che aveva sempre la testa per aria. Perciò non rispose.
Che superbia! esclamò il palloncino. Chi credi di essere? Sei soltanto un volgarissimo pupazzo di legno col naso sbucciato.
Il pupazzo s'impermalì moltissimo, perché non voleva che si parlasse del suo naso che, ahimè, era dawero perennemente sbucciato.
Sei soltanto un palloncino pieno d'aria, senza nessuna educazione!
disse.
Non sono pieno d'aria -rispose il palloncino. Altrimenti non potrei salire. Comunque, se potessi, scenderei giù per chiederti scusa. Ma non posso.
Debbo restare quassù, perché sono pieno di gas più leggero dell'aria soggiunse poi con un pizzico di saccenteria.
Magari fossi io più leggero dell'aria si lamentò il pupazzo. Almeno non cadrei tanto spesso e non mi sbuccerei il naso!
Cadi a terra perché pesi! disse il palloncino. Tutti i corpi che pesano cadono per terra.
C'è una forza che li tira. lo lo so, perché una volta ero amico di un libro e dentro c'erano scritte tante cose di questo genere.
lo non sono mai stato amico di un libro replicò il pupazzo ma capisco che c'è una forza che mi tira verso la terra, per cui, quando il padroncino mi lascia andare, paf! cado e mi sbuccio il naso. Mi capita spesso, purtroppo! Se la terra fosse molle, chissà dove andrei a finire!
AI centro della Terra! sussurrò una vocina flebile.
E' il mio amico libro! esclamò allegramente il palloncino. Lui, queste cose le sa!
Piacere di conoscerti disse educatamente il pupazzo. Mi piacerebbe arrivare al centro della Terra. Dev'esser bellissimo.
Non tanto rispose il libro sogghignando. Non tanto!
Tu ci sei stato? domandò, curioso, il pupazzo.
No, ma lo so. Sono un libro scritto apposta per dire queste cose.
E sai anche perché andrei a finire proprio al centro della Terra? Non potrei andare in un altro posto?
Non si può fare a meno replicò il libro. O al centro della Terra o nulla.
Il pupazzo si rincantucciò timoroso.
Sono contento che la terra non sia molle. Preferisco sbucciarmi il naso sul pavimento. Ma perché il palloncino rosso non cade e io sì? Non c'è giustizia!
Te l'ha detto. Non cade perché è più leggero dell'aria. Ma ciò è scritto in un altro capitolo. Questo è il capitolo della forza di gravità.
Chi è? domandò il pupazzo curioso. Non la conosco.
Che sciocco! gridò il libro pieno di allegria. Che sciocco! La forza
di gravità è proprio quella che ti attira verso il centro della Terra. Ed è lo stesso che iI peso.
Non capisco -disse imbarazzato il pupazzo. Forse non sono molto intelligente, perché ho la testa di legno. Non è colpa mia.
Si vede che hai la testa di legno! disse il libro, che si divertiva a metterlo in imbarazzo. Lo sai che cosa accadrebbe se non ci fosse la forza di gravità?
Che cosa accadrebbe? domandò il pupazzo che sentiva la sua testa farsi sempre più dura.
Accadrebbe che tutto ciò che esiste sulla superficie della terra sarebbe scagliato nel vuoto, perché la terra gira gira a una velocità di pazzi, e se non ci fosse la gravità, che tiene tutto attaccato alla superficie terrestre, uomini, palazzi, animali, alberi, eccetera, tutto salterebbe via, per andare a finire chissà dove.
Il pupazzo, a queste parole, si spaventò tanto che cadde per terra e si sbucciò ancora il naso. Ma non si lamentò e benedisse la forza di gravità che lo teneva attaccato alla terra, perché proprio non gli sarebbe piaciuto di essere scagliato nel vuoto, per andare a finire chissà dove.
Così lo trovò il suo padroncino, quando la mattina andò a cercarlo. Lo alzò da terra e lo strinse al petto con tenerezza.
Come hai fatto a cadere? domandò. Ma non lo disse con le parole perché aveva soltanto un anno e mezzo e sapeva dire gatto, burro, fiore e basta. Glielo disse col cuore, ma il pupazzo lo capì lo stesso, perché fra bimbi e fantocci ci si capisce molto bene. In segno di gratitudine il pupazzo voleva spiegare al bimbo la forza di gravità, ma poi pensò che era tempo sciupato, perché nemmeno a dirglielo col cuore egli avrebbe capito una cosa tanto difficile.

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