Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Racconto di Natale
Il ciocco e il rito del pane

Accanto all'abete era viva in tutta Europa fino a qualche decennio fa un'usanza che ora sopravvive in poche famiglie e in aree limitate:
il ciocco natalizio. In Italia è chiamato in vari modi, secondo le regioni: suc in Piemonte, zoch nel trevigiano e ceppo o ciocco nell'Italia centrale.
Nella Val di Chiana, in provincia d'Arezzo, la sera della vigilia di Natale ogni famiglia si riuniva mettendo nel camino un ciocco di quercia e dicendo: «... si rallegri il ceppo, domani è il giorno del pane; ogni grazia di Dio entri in questa casa; le donne facciano figlioli, le capre capretti, le pecore agnelletti, abbondi il grano e la farina e si riempia la conca di vino...».
Poi si bendavano i bambini che dovevano avvicinarsi al camino e battere con le molle sul ceppo recitando una canzoncina detta Ave Maria del Ceppo che aveva la virtù di far giungere loro dolci e regalini.

Sul ceppo si sistemava altra legna che bruciava più facilmente, sicché esso si consumava lentamente durante i dodici giorni del periodo natalizio, fino all'Epifania.
Interpretato in senso cristiano, il ciocco era il simbolo del Cristo che si era sacrificato per salvare l'umanità, per sostenere l'uomo nel suo viaggio terreno. Il ceppo doveva bruciare lentamente per dodici giorni, simboli dei dodici mesi dell' anno, e analogo dunque al sole che, nato al solstizio d'inverno, avrebbe nutrito la terra per un anno intero.
Per questo motivo si diceva «domani è il giorno del pane» e si mangiavano nel periodo natalizio, come oggi del resto, dolci a base di farina.
E' un'usanza  diffusa in tutta Europa: in Francia, per esempio, si usa cuocere nelle campagne il cosiddetto pain de Calandre. Poi se ne taglia nella parte superiore un pezzetto sul quale vengono incise tre o quattro croci: è un talismano, dicono i contadini, capace di guarire da molti mali. Ciò che resta di questo pane viene consumato da tutta la famiglia.
In Inghilterra i fornai regalavano ai clienti una focaccia beneaugurale, detta Christmas-batch, non diversamente da quelli lombardi di un tempo che offrivano il panettone a Natale.
D'altronde non a caso Betlemme, in ebraico Betlehem, significava profeticamente Casa del pane, nome derivato probabilmente dal fatto che la cittadina era simile a un granaio perché la circondavano campi di frumento.

Greccio, Natale 1223
Vita Prima di Tommaso da Celano


Francesco meditava continuamente le parole del Signore Gesù e non perdeva mai di vista le sue opere. Soprattutto l'umiltà di lui che si era fatto uomo e l'infinita carità della Passione gli erano impresse nella mente e nel cuore.
A questo proposito è degno di essere sempre ricordato quello che egli realizzò nella notte di Natale dell'anno 1223, per dare concretezza alla celebrazione della nascita del Bambino di Betlemme.
Francesco scelse Greccio come sede per la sua iniziativa: una località di montagna presso la città di Rieti. Conosceva un uomo di quella terra, di nome Giovanni, che gli era molto caro perché, pur essendo nobile ed onorato, stimava la nobiltà dell'animo assai più di quella che, senza merito, viene comunemente apprezzata dal mondo.
Circa due settimane prima della festa della Natività, Francesco chiamò a sé quest'uomo e gli disse: Vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù? Ebbene, precedimi e prepara quanto ti dico, perché vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, in modo che si possa vedere con i propri occhi i disagi in cui si venne a trovare per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva nel fieno tra un bue e un asinello...

La nascita di Gesù

L'amico fu entusiasta dell'idea: Francesco non aveva terminato di illustrargliela, che quell'uomo fedele e pio già si muoveva per preparare nel luogo stabilito tutto l'occorrente, secondo il progetto esposto con tanto calore dal santo.

E giunge il giorno della festa. 
Per l'occasione sono stati fatti venire molti frati da fuori. Uomini e donne arrivano festanti dai casolari sparsi nella zona circostante; portano ceri e fiaccole per illuminare la notte, che ricorda quella in cui la luce splendente della stella si accese nel cielo per illuminare tutti i giorni e tutti i tempi.
Finalmente arriva Francesco. Dà un'occhiata e vede che tutto è predisposto secondo le sue direttive.
E raggiante di letizia.
La greppia è in ordine. Manca solo il fieno. Vi viene posto e sono fatti entrare nel locale il bue e l'asinello.
Nella scena commovente risplende la semplicità evangelica. Greccio è divenuta una nuova Betlemme

Tutt'intorno risuonano le voci: fra le rupi rimbalzano gli echi dei cori festosi. I frati cantano lodi al Signore e tutta la notte, chiara come fosse giorno, sussulta di gioia.
Francesco è estatico di fronte al presepio. Poi il sacerdote celebra solennemente la Messa ed anche lui prova una consolazione che non aveva mai assaporato prima.
Francesco si è rivestito dei paramenti diaconali, perché è diacono (l'ordine immediatamente inferiore al prete) e canta con voce sonora il Vangelo.
Poi parla al popolo e rievoca il neonato re povero e la piccola città di Betlemme. 

Terminata la veglia solenne, ognuno torna a casa pieno di una gioia semplice e profonda mai conosciuta prima.
Il fieno che era stato collocato nella mangiatoia fu conservato, perché per mezzo di esso il Signore guarisse giumenti e altri animali. 
E davvero è avvenuto che giumenti e altri animali di quella regione, colpiti da malattie, mangiando quel fieno furono da esse liberati.

Oggi, anno 1228, quel luogo è stato consacrato al Signore e sopra il presepio è stato costruito un altare e dedicata una chiesa ad onore di san Francesco, affinché, là dove un tempo gli animali hanno mangiato il fieno, ora gli uomini possano mangiare, come nutrimento dell'anima e santificazione del corpo, la carne dell' Agnello Gesù Cristo nostro Signore, che con amore infinito ha donato se stesso per noi.

NON SOLO RACCONTI DI NATALE, ma tanti contenuti che riguardano la nascita di Gesù Bambino.

Se ti piacciono le Poesie di Natale qui ne troverai davvero tantissime
Filastrocche di Natale 
Ascolta e leggi le Canzoni di Natale
Ti possono interessare anche le Canzoni per l'Avvento?
Recite di Natale per bambini di scuola primaria
Anche le Immagini di Natività ti possono interessare?
Se cerchi i Racconti di Natale da leggere o raccontare davvero ne troverai molti
Raccolta di Poesie di Natale in dialetto di tutte le regioni d'Italia
Le vecchie letterine di Natale che a guardarle ci fanno tornare bambini
Natale: La Festa più bella dell'anno
Per i bambini che vogliono colorare i Disegni di Babbo Natale 
Leggi le Tradizioni di Natale
Raccolta di Leggende di Natale
Più di cento lavoretti di Natale facili da realizzare 
Piante di Natale e il loro significato

Commenti

Potrebbero interessarti