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Racconto di Giovannino Guareschi
Appuntamento con Gramigna

Ogni anno, la vigilia di Natale, vado all'appuntamento con Gramigna. E lo ritrovo là, sempre puntuale, sempre uguale, ritto sul pietrone di granito sotto il quale riposa in pace la sua vecchia maestra. Mia madre.
Gramigna è l'ultimo della classe e, affinché lo si sappia, lo scultore che l'ha magistralmente modellato. ha voluto - scriverlo sul piedistallo.
Gramigna è là ad aspettarmi. Porta la borsa a tracolla e la cinghia della borsa non aderisce completamente al corpo del ragazzino: così c'è rimasto, fra il bronzo della cinghia e il bronzo del grembiule, un buchetto nel quale io trovo sempre infilato un fiore (...).
L'ultima volta che sono andato all'appuntamento, Gramigna aveva la testa e le spalle spruzzate di bianco.
Il vento portava da lontano sciami di farfalle di neve ed era difficile accendere i lumini.
«Che cosa ti succede, ragazzo?» mi domandò la vecchia maestra. «Hai già dei capelli bianchi?»
«No,» risposi io «è la neve.»
«Allora rimettiti il berretto o prenderai un malanno.»
«C'è qualche novità?» domandò il marito della maestra.
Sapevo di fargli piacere e gli dissi che avrebbero messo in circolazione la banconota da centomila lire con l'effigie di Manzoni.
Ne fu molto compiaciuto e incominciò a recitarmi:
«Addio monti sorgenti dall'acque...».
«Non fargli perdere tempo!» lo rimproverò aspramente la vecchia maestra. «Deve tornare a casa immediatamente: viene buio presto!»
Non si discute con la vecchia maestra e me ne andai.
«Buon Natale e buon 1968, Gramigna» sussurrai girando attorno al grosso blocco di granito. «Chi è che t'infila sempre un fiore sotto la cinghia della borsa?»
«Me!» borbottò Gramigna.

(Vita in famiglia, «L'appuntamento con Gramigna».

.Si tratta dello scultore Froni. La sua scultura, L'ultimo della classe, è stata posta sulla tomba della madre di Guareschi.