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Favola di Gianni Rodari
Tante domande

Dall'umorismo e dalla fantasia di Gianni Rodari nasce questa favola, che è basata sui «nonsense»

C'era una volta un bambino che faceva tante domande e questo non è certo un male anzi un bene.
Ma alle domande di quel bambino era difficile dare risposta.
Per esempio egli domandava:
Perchè i cassetti hanno i tavoli?
La gente lo guardava e magari rispondeva:
I cassetti servono per metterci le posate.
Lo so a che cosa servono i cassetti, ma non so perchè i cassetti hanno i tavoli.
La gente crollava il capo e tirava via. Un'altra volta lui domandava:
Perchè le code hanno i pesci?
Oppure.
Perchè i baffi hanno i gatti?
La gente crollava il capo e se ne andava per i fatti suoi.
Il bambino, crescendo non cessava mai di fare domande. Anche quando diventò un uomo andava intorno a chiedere questo e quello. 
Siccome nessuno rispondeva, si ritirò in una casetta in cima alla montagna e tutto il tempo pensava alle domande e le scriveva in un  quaderno, poi ci rifletteva per trovare la risposta ma non la trovava.
Per esempio scriveva:
Perchè l'ombra ha un pino?
Perchè le nuvole non scrivono lettere?
Perchè i francobolli non bevono birra? A scrivere tante domande gli veniva il mal di testa ma lui no ci badava, gli venne anche la barba che lui non tagliò.
Anzi si domandava: Perchè la barba ha la faccia?
Insomma era un fenomeno.
Quando morì, uno studioso fece delle indagini e scoprì che quel tale fin da piccolo si era abituato a mettere le calze a rovescio e non era mai riusito a infilarsele
dalla parte giusta, e cos' non aveva mai potuto imparare a fare le domande giuste. A tanta gente oggi succede come a lui.

da Favole al telefono di Gianni Rodari
Se vuoi, puoi leggere anche le Poesie Nonsense o Limerick

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