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 Racconto di Gianni Rodari
L'assedio


Il generale Tuthià disse al gran Faraone:
Maestà, con un assedio regolare non prenderemo mai quella città. Ci vuole un trucco.
E tu, ce l'hai?
Ce l'ho, si.
Il generale fece disporre di notte mille grosse giare intorno alla città assediata.
Dentro ogni giara c'era un soldato armato di tutto punto.
Poi l'esercito egizio fece armi e bagagli, sgombrò il campo e batté in ritirata.
Gli assediati corsero alle mura e, non vedendo più gli egizi ma solo le giare, gridarono:
Per il raccolto delle olive, è quello che ci vuole.
Ci vollero cento carri per portare le giare in città.
Di notte, poi, i soldati egizi ruppero le giare, saltarono fuori, aprirono le porte, appiccarono il fuoco;
il Faraone tornò con tutte le sue truppe. Morale: vittoria completa.
Solo il generale Tuthià non si mostrava contento.
Ma come - disse il Faraone - ti ho dato la massima decorazione, mille cavalli, che cosa vuoi di più?
Niente, Maestà. Ma penso che tra mille anni, alla guerra di Troia, un generale greco farà con un solo cavallo quello che io ho fatto con mille giare. E così quello si prenderà tutta la gloria.
Guardie! - gridò allora il Faraone. - Acchiappate questo traditore e tagliategli la testa.
Lui non voleva la città, voleva la gloria. A morte!

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