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Mago MerlinoRacconto di Carnevale 
di Giovanni Macchi

La collana della verità

C'era una volta una bambina che diceva bugie, bugie, bugie.Per la verità non esisteva. I suoi genitori si disperavano: avevano tentato ogni mezzo per guarirla. Ma non era valso a nulla.
Decisero allora di portarla dal mago Merlino, che era conosciuto allora come il più grande amico della verità... Abitava in un meraviglioso palazzo di vetro. Quando arrivava un bugiardo, egli lo sentiva a un miglio di distanza: sentiva odor di bugia, un odore nauseabondo.

Quando arrivò la piccola bugiarda dal mago, questi quasi quasi si se:ntiva male tanto l'aria era stata ammorbata dalla sua presenza. Il mago dovette far bruciare dell'aceto per purificarla.
Intanto la mamma della bambina aveva cominciato a parlare per spiegargli il motivo della loro venuta.
Eh, lo so da me, cara signora! La sua bambina è una bugiarda di prima forza. La sua vicinanza mi ha fatto quasi svenire!
La bimba era diventata rossa rossa. Non sapeva più dove andarsi a nascondere. La mamma allora le serrò il visino contro il suo vestito e anche il babbo le si parò davanti quasi a difenderla. Volevano sì che il mago guarisse la loro bambina, i due genitori, ma per benino, senza farle del male e senza farla troppo soffrire!
E il mago se ne accorse.
Non temete, disse loro la signorina deve soltanto accettare un regalo, un regalo che anzi non le dispiacerà.
E, aperto un armadio, ne trasse una bella collana. Poi la mise al collo della bambina.
La piccola guardava sbalordita. Possibile? Possibile che quella meravigliosa collana di ametiste, con quel bellissimo fermaglio di diamanti, che luccicava tanto, fosse per lei?
Eppure era così. E la bimba non stava in sè dalla gioia.
Ancor più stupiti erano i suoi genitori. Ma il mago disse loro:
Con un simile guardiano accanto, la vostra bambina è bella e guarita. Non potrà più dire una sola bugia. Fra un anno verrò
a riprendermi il mio regalo.
E rivolto alla bambina, soggiunse:
Tu poi, bada di non levartela mai, questa collana, neppure per un solo minuto.
Il giorno dopo la bambina si recò a scuola. Tutte le compagne naturalmente le furono attorno per domandarle chi le avesse dato quel magnifico dono.
La piccola non sapeva come rispondere.
Era contenta che tutte la ammirassero, ma era molto imbarazzata.
Non poteva certo dire di essere andata dal mago Merlino! Tutte sapevano che solo i grandi bugiardi andavano dal mago.
Allora disse in fretta:
Sono stata malata. E il mio babbo mi ha voluto fare questo bel regalo.
Ma non aveva finito di parlare che i bei diamanti del fermaglio, quelli che spandevano intorno una luce abbagliante, si spensero e si tramutarono in pezzi di vetro qualunque.
Meravigliate le compagne si misero a urlare.
Sì, sì! Fui proprio ammalata... Che, ave...
Ma non potè continuare. Un nuovo grido delle compagne le aveva fermato le parole. Alla nuova bugia anche le ametiste si erano trasformate: erano divenute dei piccoli e brutti ciottoli!
Questa  volta se ne accorse anche la padrona della collana.
Allora, spaventata, si affrettò a confessare la verità.
No! Non è vero! Sono stata dal mago Merlino!
La collana riprese il suo splendore.
Le compagne la guardavano con un sorrisino impertinente sulle labbra. Ella si sentì umiliata. Cercò allora di riparare dicendo: sapeste, se sapeste che festa ci ha fatto! Aveva preparato per venirci a prendere una carrozza apposta! E che carrozza! Tlrata da sei. ca.valli bianchi e con tutti i cuscini di velluto rosso!
Una meraviglia! E che pranzo poi ci ha offerto... Non avevo mal...
Ma si dovette di nuovo fermare. La collana si allungava...
E dovette di nuovo confessare la verità.
Ci fermammo solo pochi minuti e il mago mi diede la collana... senza però dir nulla...
Ohi! Ohi! La collana si strinse, si strinse attorno al suo collo fino quasi a soffocarlo. Col poco fiato che le restava, balbettò:
No... mi disse che ero una gran bugiarda!
La collana tornò al suo posto. Ma la bambina continuò:
Per questo mi dette la collana. Mi disse che era un guardiano della verità. E io che mi ero rallegrata di averla! Stupida!
E piangeva disperata.
Le compagne, che erano buone, le furono d'attorno per consolarla. Una le disse:
Ma perchè non te la levi?
La piccola bugiarda tacevanon voleva dire che il mago le aveva proibito di levarsela...
Ma la collana si mise a ballare, a ballare in modo che tutte le ametiste urtandosi facevano un rumore d'inferno!
Confessò di nuovo precipitosamente e allora la collana si fermò che successe? La bambina dovette per forza dire la verità.
Prima della fine dell'anno venne il mago Merlino a riprendersi la sua collana per darla a un'altra piccola bugiarda.
La bambina di cui abbiamo narrato le avventure non ne aveva infatti più bisogno da quando si era abituata a dire la verità si trovava così bene, si sentiva sempre così calma e contenta che a nessun costo avrebbe detto una bugia.