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dolore
Racconto di Achille Campanile 
Un tipo losco

Sotto la luce rossastra della lampada, apparvero i lineamenti volgari d'una faccia losca e pallidissima, che una squallida barba di sei o sette giorni rendeva ancora più sinistra e su cui si leggevano a chiare lettere la fame e la sfacciataggine.
Osservandolo con maggiore attenzione, mi accorsi che una lunga cicatrice gli deturpava la guancia destra.
Dopo qualche minuto, alla vacillante luce della lampada che faceva danzare esageratamente le ombre, dovetti constatare con
terrore che la faccia del mio compagno di viaggio, che da principio m'era parsa solo poco rassicurante, era addirittura spaventosa.
Avrei dovuto passare tre ore col sinistro individuo; tempo sufficiente per consumare il più efferato dei delitti, su una linea dove sarebbe stato un gioco da ragazzi far scomparire un cadavere, gettandolo nel burrone dal finestrino del treno.
In realtà, tra un'occhiata e l'altra, il mio compagno di viaggio mi confessò a un certo punto ...

Achille Campanile, Paganini non ripete,