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Racconto di Vasco Pratolini -
Visita alla nonna


Il parlatorio dell'Ospizio era in una stanza buia, a pianterreno, che dava su un cortile dove si aggiravano le ospiti del reparto femminile.
La guardiana conosceva tutti i visitatori; appena entravano essa gridava un nome rivolta verso l'interno del cortile. «Casati!» diceva e poco dopo appariva la nonna.
Ella era ancora in buona salute, ma un po' incerta sulle gambe. Era sempre pulita e in ordine; io le dicevo di non averla mai vista così elegante.
Abbiamo l'ispezione due volte al giorno.
E il bagno una volta la settimana. Non sono contenti finché non prendiamo una polmonite! - di questo soprattutto si lagnava.
Sei più pallido del solito...
Sto bene, ti giuro, - le dicevo - e tu?
Come vuoi che stia? Da carcerata!
La stanza era buia, bassa di volta; sedevamo di fronte su degli sgabelli impagliati, con le mani in mano, le sue erano sempre fredde.
Si stava a lungo in silenzio...
Il vitto è sempre poco?
È poco la sera. Ci danno una tazza di caffelatte ma è acqua riscaldata.
A volte c'è un piatto di puré.
È buono?
Rimane sullo stomaco. lo ne faccio a meno.
Sai che la sera non cenavo quasi mai nemmeno a casa.
Esci sempre una volta la settimana?
Vorresti farmi restar qui murata? Se non vado a fare qualche visita piglio almeno un po' d'aria.
Mi accomodava il maglione attorno al collo, con un gesto trepido di madre, d'innamorata.


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