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Giovannino, come siamo lontani! Eppure come siamo vicini! Siamo quasi la stessa persona, rivedo in te mio figlio piccino e do a te quanto a lui non potei dare.
Ero giovane, dovevo troppo lavorare, non lo vedevo che alla mattina e alla sera, quando ancora e già dormiva. Vengo a trovarti tutti i giorni, Giovannino, e se piove rimaniamo in casa a giocare col "sole", accendendo il lampadario della sala da pranzo.
Se il tempo è bello andiamo alle giostre, piene di nonni e di nipotini.
Parliamo tra noi mentre i bambini girano sui cavalli o nelle automobiline, e ci sentiamo ognuno più giovane degli altri.
Quasi tutti abbiamo in tasca, messa in modo che si veda bene, la Gazzetta dello Sport.
Sono cambiati i tempi, i nonni non sono più quelli d'una volta, cadenti, decrepiti.
Anche le nonne sono mutate: bionde, tiziano, celesti.
Mentre i nipotini girano, s'intrecciano discorsi galanti.
Scusi, lei è la mamma?
E lei è il papà?
Si ride con mille rughe, felici.

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