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vigna
Racconto sulla vendemmia

di Fausta Cialente
La vendemmia


La festosa vendemmia chiudeva la nostra vacanza ed era  l'ultima felicità della stagione.
Per settimane avevamo spiato il colore dei grappoli che si facevano lentamente più dorati o più scuri, sperando che maturassero in tempa, cioè
.prima della nostra partenza.
Benché ci fosse - statto probito di toccare l'uva destinata alla pigiatura, di nscosto andavamo a tastare gli acini, a staccarne con delicatezza qualcuno per 
assaggiarli.
I cugini, che erano circa della nostra età, - ci accompagnavano nelle scorribande  vietate e questo ci tranquillizzava perché se ci avessero scoperti ci avrebbero sgridati o puniti tutti insieme.
Quelli della vendemmia erano poi giorni veramente gioiosi. Dall'alba al tramonto andavamo su e giù per la vigna.
Senza più temere proibizioni, lavoravamo sotto lo sguardo dei nostri genitori e degli zii. Naruralmente quello che giù ci divertiva e per cui avevamo lavorato 
çon tanto entusiasmo era la pigiatura.
Ci veniva dato il permesso di entrare nei tini.
Avevamo atteso scalzi con le ambe e i piedi grondanti  lavati sotto la fontana, ed era una gioia incredibile sentire finalmente sotto i nostri piedi il tepore dell 'uva ancora 
intera, gli acini  che ci entavano  tra le dita. Dopo un pò che calpestavamo l'uva con le vesti o i calzoncini tirati su e tenuti da strette corde, avevamo gli schizzi 
rossi fino a metà cosce.