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Racconto di Scipio Slataper  
Vendemmia 

Bella è la vendemmia. Oltre i vignali l vanno grida e risate; cani sbalzano, accucciandosi sulle zampe davanti, da questo a quel gruppo di vendemmiatori, e i passeri frullano sbandati.
Il padrone eccita:

Dai, dai, dàghe, dàghe, forza, prr, prr, dai, dai! ...
Le labbra ed il mento sono appiccicosi di mèle stillato, e le mani, la maglia, il manico della roncola, i pampani, e brente e i carri. Tutto è una gomma rossastra. E ci si lava pigiando a palme
aperte gli scricchiolanti grappoli nella brenta.
Buona è l'uva, addentata a grani dal tralcio,  mentre dagli occhisgocciola il sudore e la palma della mano è stanca della roncola.
Ma ancora questo filare, ancora questa vite, ancora questo grappolo! Qua con una brenta! Alloo!
E, tornati giù sbalzellando,lo il pane ed il brodo sono buoni come mai. Si gode della bella tovaglia bianca sotto la lampada.
Domani si ricomincia.

Nello sfondo dell'autunno la vendemmia è una vivace a festa di colori, di sapori e di suoni.
Il lavoro è faticoso ma, compiuto con alacrità, dona ristoro, la sera, quando, alla luce confortevole della lampada, ci si riunisce per la cena.