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Il seminatore di Van Gogh
Il seminatore

di Gabriele D'Annunzio

Avanzava pel campo direttamente, con una lentezza misurata. Gli copriva il capo una berretta di lana verde e nera con due ali che scendevano lungo gli orecchi, all'antica foggia frigia.
Un saccolo  bianco gli pendeva dal collo per una striscia di cuoio, scendendogli davanti alla cintura, pieno di grano.
Con la manca. teneva aperto il sacco, con la destra prendeva la semenza e la spargeva. Il suo gesto era largo e sapiente, moderato da un ritmo uguale.
Il grano, involandosi dal pugno, brillava come faville d'oro e cadeva sulle porche' umide, egualmente ripartito.
Il seminatore avanzava con lentezza, affondando i piedi umidi nella terra cedevole, levando il capo nella santità della luce.
Il suo gesto era largo, gagliardo, sapiente; tutta la sua persona era semplice, sacra e grandiosa.

Un uomo che lavora nei campi suscita sempre un sentimento di rispetto per la sua fatica e di ammirazione per la compostezza e la semplicità dei suoi gesti.
Lo scrrttore nobilita la figura di questo umile e semrnatore, rendendola quasi sacra.
La proprietà di linguaggio usata dal D'Annunzio per descrivere i gesti lenti, misurati e uguali, di colui che compie da anni un lavoro tanto importante per l'esistenza e il nutrimento degli uomini.