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Racconto  di R. StevensonRacconti
Un incontro inaspettato



Mi stavo addentrando nell'isola, quando dal fianco della montagna si staccò una massa di ghiaia e precipitò tra gli alberi.
Istintivamente girai lo sguardo da quella parte e scorsi un' ombra rapida dietro il tronco di un pino.
Mi sembrò nera e pelosa, ma non riuscii a distinguere se fosse una scim, mia, un orso o un uomo.
Lo spavento mi immobilizzò, ma poi decisi di ritornare sui miei passi nella direzione dei· canotti. Subito l'ombra riapparve, e facendo un largo giro mi tagliò la strada.
La creatura schizzava veloce da un albero all'altro simile a un daino, si muoveva su due gambe, ma correva come se fosse piegata in due.
E tuttavia era un uomo; ormai non potevo più dubitarne.
A questo pensiero ripresi coraggio e gli andai incontro.
L'uomo dell'isola riapparve e fece un passo verso di me; poi esitò indietreggiò, si spinse di nuovo avanti, e alla fine, con mio grande stupore e confusione, si buttò in ginocchio e tese le mani giunte come a supplicare.
lo mi fermai di nuovo.
Chi sei? - gli chiesi.
Ben Gunn - rispose con una voce chioccia simile a una serratura arrugginita. - Sono il povero Ben Gunn, e da tre anni non parlo con essere vivo.
Mi accorsi allora che era un bianco come me: la sua pelle era bruciata dal sole, le labbra annerite, e due begli occhi azzurri brilla vano sorprendenti in quella faccia scura.
Era vestito di brandelli di vele e laceri abiti d m,arinaio tenuti insiem, e da bottonI, pezzi corda e ramoscellI. Intorno alla vita portava un cinturino di cuoio stretto da una fibbia di rame: l'unico oggetto solido in tutto il suo vestiario.
Tre anni! - esclamai. - Naufragato?
No, ragazzo mio, abbandonato.
Abbandonato dai pirati con un po' di polvere e qualche palla su quest'isola deserta.
Da allora ho vissuto di carne di capra, di bacche e di ostriche.
Amico mio, il mio cuore sospira un cibo cristiano.
Non avresti per caso un pezzo di formaggio?
No? Ah, quante notti ho trascorso sognando del formaggio, soprattutto abbrustolito.
Se mai potrò ritornare a bordo, - gli dissi avrai tutto il formaggio che vorrai.
Durante tutto questo tempo non aveva> smesso dì toccare la stoffa nella mìa gìacca di accarezzare le mìe mani, dì osservare ì miei stivali; e mentre mi ascoltava, manifestava una gioia ìnfantìle di trovarsi ìn presenza di un suo simìle.



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