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Racconto d'avventura









di Emilio Salgari



racconti d'avventura


Il naufragio della Young-India

Mastro Bill, dove siamo?
In piena Malesia, mio caro Kammamuri.
Ci vorrà molto tempo prima di arrivare a destinazione?
Che cos'è tutta questa fretta? Potrebbe piombarci addosso un tifone e sprofondarci negli abissi del mare. In quell'istante un colpo di fischietto risuonò sul ponte della Young..India, accompagnato da uno sbuffo di vento fresco che fece scricchiolare i tre alberi. oh oh - fece mastro Bill alzando la testa.
Fra poco si ballerà disperatamente.
Vedo laggiù una nuvola nera dai bordi color rame che non annuncia nulla di buono.
Corriamo pericolo, forse?
La Young-India, giovanotto mio, è un legno solido che se ne ride del mare agitato.
A est s'alzava una nube nera come il catrame, con i bordi dI un rosso ardente, e a poco a poco oscurava il sole. Giganteschi albatros svolazzavano sfiorando le onde ed emettendo acute strida.
Al primo colpo di vento seguì una specie di calma terrorizzante, poi cominciarono, i tuoni.
Sgombrate il ponte! - gridò il capitano MacClintock ai passeggeri.
Tutti, a malincuore, obbedirono a eccezione dell'indiano Kammamuri.
Capitano, - disse l'indiano - corriamo pericolo?
Lo saprai quando la tempesta sarà cessata.
Il vento soffiava con grande violenza ruggendo fra l'attrezzatura della nave.
La nube nera aveva assunto proporzioni gigantesche coprendo quasi interamente il cielo.
Alle otto di sera l'oscurità era quasi completa.
Il sole era scomparso in mezzo alle nuvole e il vento continuava a soffiare ruggendo.
Ondate enormi si formavano come per incanto sbattendo l'una contro l'altra.
I marinai correvano di qua e di là, scalzi, con i capelli al vento, i volti contratti.
Alle nove di sera la nave era sballottolata dalle onde come un giocattolo.
Malgrado tutti gli sforzi di mastro Bill, la Young India fu trascinata così vicino alla costa da temere che si infrangesse contro gli scogli.
Che il buon Dio ci salvi! - esclamò mastro Bill.
La sua voce fu soffocata dallo scoppio spaventoso di un tuono che segnò l'inizio di un frastuono assordante, indescrivibile.
I fulmini cadevano inabissandosi fra le onde e roteando vertiginosamente attorno alla nave, seguiti da scrosci spaventosi. Il mare s'alzò enormemente: non erano più onde, ma montagne d'acqua scintillanti sotto la vivida luce dei lampi, che si slanciavano furiosamente verso il cielo.
La nave gemeva come se si lamentasse di quei formidabili colpi di mare che la coprivano buttando  a terra equipaggio. Vi erano momenti in cui i marinai non sapevano se galleggiassero ancora o se stessero colando a picco, tale era la massa d'acqua che si abbatteva sulla nave.
A un tratto il capitano sentì il fragore delle onde quando s'infrangono contro gli scogli.
Il capitano MacClintock corse a prua. - Attenti a virare! - urlò.
Quasi nel medesimo istante la nave toccò.! L'equipaggio, che in quel terribile momento conservava uno straordinario sangue freddo, riuscì a virare.
Pareva che tutto dovesse andar bene.
Cominciava a nascere la speranza di salvare la nave, quando all'improvviso il fragore della risacca tornò a farsi udire. Una montagna d'acqua si rovesciò sulla nave Il buttando di nuovo a terra l'equipaggio aggrappato ai bracci delle vele.
A un tratto si udì un muggito formidabile, uno schianto come di legni infranti, poi un  cozzo spaventoso. La Young-lndia fu sventrata dalle punte aguzze degli scogli e sei marinai, strappati dalle onde, furono gettati contro la scogliera.

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