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Racconto sull'amicizia
di Giuseppe Giusti 
Ama i tuoi compagni 

Ama i tuoi compagni, amali come ami te stesso. Se vedi taluno di loro poco attento allo studio o poco disposto a intendere compatiscilo, aiutalo se puoi, e sii sempre più grato alla natura che t'ha voluto privilegiare del dono dell'ingegno e di quello della volontà.
Guardati dal godere dei castighi, guardati dal far osservare ai superiori le mancanze altrui. Tutti si manca, tutti possiamo trovarci nel caso di meritare un castigo. Ti sia sempre nella mente che compiacersi qel male dei nostri simili è crudeltà; rilevarne i difetti è malvagità; riportare i fatti o i discorsi dell'amico per nuocergli, è perfidia: no, no, tu non sarai né maligno né perfido né crudele.
Se vedrai taluni, portati o dalla cattiveria, o da indole male avvezza, cadere in questi pessimi vizi, vedrai nello stesso tempo altri, serbarsene esenti; tu vai coi migliori, e da codesto piccolo mondo impara a vivere fra gli uomini e a distinguere i buoni dai cattivi.
 Il breve passo contiene dei consigli preziosi per  l'educazione del tuo animo: i sentimenti che l'autore vuole
ispirarti si fondano sopratutto sulla carità verso i tuoi  compagni, dalla quale devl saper attlngere comprensione
e compatimento per le altrui manchevolezze.
Da tale benevola disposizione dovrai cercare di elevar ti ad urla più nobile sfera, in modo da considerare con equo giudizio il bene e il male.

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