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Poesia di Antonio Vittorio Guarino 
Lo stagno d'autunno 

I pesci rossi continuano ad ·incrociarsi ·nel cerchio dello stagno;
le foglie, anch’esse rosse, galleggiano e li mimetizzano.
I pesci e le foglie, così leggeri, così indifferenti,
quasi mi assomigliano;
e assomigliandomi, penso, magari pensano,
come me... ·La sola differenza è lo stagno:
io so che il mio è un mondo troppo piccolo,
ma non ci sono foglie o fogli che possano coprirlo,
che possano nascondermi...
Mi consola, in questa giornata d’autunno –
e ho deciso che il principio dell’autunno sia oggi
( malgrado resista un caldo estivo
pronto a far sbracciare le ragazze, a farle camminare
su sandaletti bianchi che ricordano la durezza delle onde,
la fragiltà degli scogli)
perché indosso la camicia blu, l’uniforme
del vento, ·che come una sciabola porta la pace
e conduce al sonno dell’ardesia –,
il suo apparire tra gli alberi e i non-alberi.
E quando dico suo, intendo di lei: la luce.
Mi sorride ancora, ma non mi manca il suo sorriso.
Oggi è vestita male: il verde, gliel’ho sempre detto, le sta così bene.
La osservo sfogliare un libro che le ho regalato anni fa;
alza lo sguardo, fa una smorfia e mi dice Non mi guardare!
Ed io, effettivamente, non la vedo da una vita...
Lei, pur essendo un presagio, crede solo alla fortuna.
Le ho roccontato di un sogno
in cui, trovatasi tra due specchi,
diventava l’infinito...
Forse eri ubriaco, mi ha detto .
E sì, avevo bevuto... ·molta acqua di mare:
stavo per affogare in quel sogno!
Cosa vuol dire il mare? mi chiede ora.
Il mare non vuol dire niente, rispondo.
Sta lì e non può parlare, come un enorme sasso verde
che dei bambini hanno scambiato per una tartaruga. Poi scompare.
La risposta forse non le è piaciuta...
Io ritorno ad osservare (tra) i miei simili.
Da sempre i pesci rossi s’incrociano nel cerchio dello stagno;
le foglie, anch’esse rosse,· galleggiano e li mimetizzano.
I pesci e le foglie, così leggeri, così indifferenti,
quasi mi assomigliano;
e assomigliandomi, penso, ·magari pensano
come me... La sola differenza è lo stagno:
io so che il mio è un mondo troppo piccolo,
ma non ci sono foglie o fogli che possano coprirlo,
che possano nascondermi... da questa assenza.