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Poesia sui Re Magi
di Ernesto Quaglia
Neve candida sul prato
ghiaccio bianco sul selciato
Piega il ramo e il cuore duro
ed annuncia il nascituro

Fiocco azzurro alla capanna
imbiancata come panna
Giuseppe, assorto nel pensiero
si domanda del mistero

Oh Maria, per farla breve,
ma dov’è lo spazzaneve?
Presto arrivan gli invitati
Con rispetto van trattati

E Maria con far sommesso
gli risponde al compromesso:
Non temere mio adorato
un fuoristrada hanno affittato

Presto giunge tanta gente
sia agiata che indigente
Per la visita all’infante
adorato debuttante

Ad eventi già finiti
si presentan tre eremiti
Dalla sella del cavallo
ridiscendono allo stallo

Perdonateci il ritardo
ma il destino è assai beffardo
Seguivamo quel bagliore
dall’indubbio suo vigore

E credendolo una stella
siamo andati oltre Ramallah
Questi luoghi assai deserti
sono inganno agli inesperti

Finalmente qui a Betlemme
arrivati a passo lemme
Onoriamo quel bambino
dai Melchiorre, passa il vino

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