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palude
Poesia  di Sergej Aleksandrovic Esenin 

Pantani e paludi

Pantani e paludi,
turchino fazzoletto dei cieli.
Di aghi dorati
tintinna la foresta.

 Sorride la cinciallegra
tra i riccioli silvestri,
i cupi abeti sognano .
chiasso di falciatori.

Per il prato si trascina
una fila di carri cigolanti.
Di tiglio secco
odorano le ruote.

I salici ascoltano
il fischio del vento...
 Tu, mia contrada dimenticata,
tu, mia contra da nativa!

È il ritorno di un poeta contadino nella sua nativa contrada per tanto tempo dimenticata, che il suo affetto di figlio, più che la sua fantasia di poeta, trasfigura in una terrad'incanto: ogni specchio di acqua stagnante diventa un turchino fazzoletto del cielo, gli aghi delle foreste sembrano davvero d'oro (tanto che il poeta ha l'impressione di sentirli tintinnare) cinciallegra < sorride >, le fronde sono < riccioli >, i cupi abeti attendono la rfine di un troppo lungo silenzio campestre e i salici < ascoltano> il fischio
del vento. Un solo particolare resta nella sua realtà obiettiva: l'odore del tiglio secco sui carri cigolanti, una presenza alla quale nulla potrebbe aggiungere la fantasia.

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