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Poesia di Evgenij Aleksandrovic Evtusenko
Disdoro

Tutto il paese è adesso in mano ai ladri,
come i taxi sono in mano alla mala.
Da un disdoro all'altro 
della Russia la storia...

Come si è la Russia impantanata:
non va né di qua, né di là.
Al posto del materiale da costruzione -
solo disdoro, disdoro, disdoro.

Il disdoro regge lo scettro come dopo
una sbornia e sul trono non è cavaliere:
sarà di certo buttato giù
da un disdorino fresco arrivato, abile.

La scelta russa è scelta tra due piatti
di zuppa di cavoli rancidi,
tra il maggiore o il minore, ma
di nuovo gran disdoro.

La vita - misera o lussuosa
è tutta disdorata.
La nostra mappa, per il disdoro,
si è tutta raggrinzita...

E nei restanti giorni il disdoro
tutto coprirà come polvere,
rifugio su un lembo troverò
di terra di Vladimir.

È peccato morire nel disdoro.
Il disdoro l'opera non corona.
Ma quando mancherà il disdoro,
sarà per tutti noi la fine allora.

Aprile 1994

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